Le Via Crucis del cardinale Karol Wojtyła a Kalwaria Zebrzydowska

Il ricordo di Giovanni Paolo II dei tanti momenti della sua vita riflettendo sulla Passione di Cristo

Il cardinale Wojtyła arriva a Kalwaria alla fine degli anni '60 per il Venerdì Santo
Foto: Foto Archivio Curia di Cracovia.
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Per capire la sua fede, la sua anima, la sua spiritualità bisogna venire qui, a Kalwaria Zebrzydowska. Perché Karol Wojtyła si è formato umanamente e spiritualmente in questo santuario unico: santuario della Passione e allo stesso tempo mariano.

Da sacerdote e da vescovo veniva qui regolarmente per la Settimana Santa e per la festa dell’Assunzione. Nella memoria dei fedeli rimangono le Vie Crucis celebrate dell’arcivescovo di Cracovia lungo le monumentali stazioni architettoniche.

Nel suo primo viaggio da Pontefice voleva vivamente tornare a Kalwaria pronunciando le parole che spiegano i suoi legami con il santuario: “Non so come ringraziare la Divina Provvidenza, che mi è dato ancora una volta di visitare questo luogo. Kalwaria Zebrzydowska, il Santuario della Madre di Dio, i luoghi sacri di Gerusalemme legati alla vita di Gesù e della sua Madre, riprodotti qui, le cosiddette ‘Dróżki’ (“Stradette”). Le ho visitate molte volte, fin da ragazzo e da giovane. Le ho visitate da sacerdote. Particolarmente, ho visitato spesso il Santuario di Kalwaria da Arcivescovo di Cracovia e da Cardinale. Venivamo qui molte volte, io e i sacerdoti, per concelebrare dinanzi alla Madre di Dio. (…) Più spesso, però, venivo qui da solo e, camminando lungo le stradette di Gesù Cristo e di sua Madre, potevo meditare i loro santissimi Misteri, e raccomandare a Cristo, mediante Maria, i problemi particolarmente difficili e di singolare responsabilità nella complessità del mio ministero. Posso dire che quasi nessuno di questi problemi è maturato se non qui, mediante l’ardente preghiera dinanzi a questo grande Mistero della fede, che Kalwaria nasconde dentro di sé” (Kalwaria Zebrzydowska, il 7 giugno 1979). 

La storia di questo santuario è legata al nobile Mikołaj Zebrzydowski che nel 1600 decise di creare in miniatura i luoghi di Gerusalemme legati alla passione di Cristo. Negli anni successivi furono costruite sulle pittoresche colline dei monti Beskidy delle cappelle in stile barocco e manierista lungo dei sentieri di 6 chilometri (“Stradette”). La loro architettura e l’aspetto topografico assomigliavano ai luoghi santi, ricreando la Via Dolorosa di Gerusalemme con le cappelle dedicate alle meditazioni sulla Passione del Signore nonché sui segreti della vita della Madonna. Per dire la verità all’inizio fu il tipico santuario della passione (il Calvario) e il culto mariano iniziò a svilupparsi lentamente. Nel 1641 Stanisław Paszkowski, un nobile che viveva nelle vicinanze, ricevette un'immagine della Madre di Dio con il Bambino. Il 3 maggio di quell'anno si verificò un miracolo: dagli occhi della Madonna iniziarono a fluire le lacrime sanguinanti.

Paszkowski decise di portare l’icona nella chiesa di Kalwaria Zebrzydowska dove cominciò a svilupparsi il culto della Madonna. E in questo modo la “Gerusalemme” polacca divenne anche un santuario mariano, il secondo santuario della Madre di Dio del Paese, dopo Częstochowa. Per volontà del primo fondatore, Mikołaj Zebrzydowski, il santuario venne affidato all’ordine dei frati minori, in Polonia chiamati familiarmente bernardini che lo custodiscono fino ad oggi. Oggi il complesso del santuario, a parte il Calvario, si compone di una basilica in stile barocco dedicata alla Madonna degli Angeli con la famosa icona e un convento dei padri bernardini. 

Nel suo discorso al santuario Giovanni Paolo II si chiedeva perché “Kalwaria ha in sé qualcosa che attrae l’uomo. Che cosa provoca tale effetto?” e dava anche la sua risposta: ”Forse anche questa naturale bellezza del paesaggio, che si estende alla soglia dei Beskidy polacchi. Certamente esso ci ricorda Maria, che per visitare Elisabetta ‘si mise in viaggio verso la montagna’ (Lc 1,39). Ma quel che soprattutto attira qui l’uomo continuamente è quel mistero di unione della Madre con il Figlio e del Figlio con la Madre (…) sulla ‘via crucis’, e poi sulle orme dei suoi funerali dalla Cappella della dormizione al “Sepolcro della Madonna”. Infine, il mistero dell’unione nella Gloria, che ricordano le ‘stradette’ dell’Assunzione e dell’Incoronazione. Il tutto, ben collocato nel tempo e nello spazio, ricoperto dalle preghiere di tanti cuori, di tante generazioni, costituisce un singolare, vivo tesoro della fede, della speranza e della carità del Popolo di Dio di questa terra. Sempre, quando venivo qui, avevo coscienza di attingere da questo tesoro”. 

Giovanni Paolo II è tornato alla sua amata Kalwaria anche nel suo ultimo viaggio in Polonia, nel 2002 che coincideva con il 400° anniversario della dedicazione del santuario della Passione di Gesù e della Madonna Addolorata. Al termine della Celebrazione Eucaristica del 19 agosto 2002 il Papa pronunciò le memorabili parole: “Sono contento che il coronamento di questa visita avviene proprio a Kalwaria, ai piedi di Maria. (…) Quando ho visitato questo santuario nel 1979 vi ho chiesto di pregare per me, finché sono vivo e dopo la mia morte. Oggi ringrazio voi e tutti i pellegrini di Kalwaria per queste preghiere, per il sostegno spirituale che ricevo continuamente. E continuo a chiedervi: non cessate di pregare - lo ripeto ancora una volta - finché sono vivo e dopo la mia morte. Ed io, come sempre, ricambierò la vostra benevolenza raccomandando voi tutti a Cristo misericordioso ed a sua Madre”. Tanta gente continua a pregare per san Giovanni Paolo II essendo sicura della sua intercessione presso Cristo e sua Madre, come promise a Kalwaria Zebrzydowska.  

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