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Letture, c'è davvero un'arte per riuscire?

Un saggio racconta come riuscire davvero a vivere in pienezza alla scuola del Vangelo

Un dettaglio della copertina del libro |  | Edizioni Terra Santa Un dettaglio della copertina del libro | | Edizioni Terra Santa

Chiunque vuole salvare la propria vita, la perderà.  Chi la perderà,  l'avrà salvata. Il dettato evangelico parla chiaro, eppure gli uomini, e oggi più che mai, si ostinano a ignorarlo, se non addirittura a interpretarlo al contrario.

Perché oggi più che mai siamo ossessionati dall'idea del successo, dell'essere apprezzati, seguiti, o meglio ancora,  secondo l'ossessione contemporanea, di avere più like possibili sui social. Niente spaventa più del fallimento, eppure mai come oggi è facile proprio sentirsi falliti, soli, disperati. Rinchiusi in un individualismo narcisista, deresponsabilizzato. Così risuona tanto più incalzante la domanda: cosa significa riuscire nella vita? Come riflettere con oggettività, razionalità e fiducia su questo tema fondamentale?  Se poi ci fermassimo a pensare che nell'economia dell'universo siamo meno di un'ombra che passa. 

A tutto questo  Roberta Russo, traduttrice, studiosa di storia sacra  e misticismo, ha dedicato un  saggio appena pubblicato per le edizioni Terra Santa. Pagine scritte con l'intento di infondere   speranza e un briciolo di  sicurezza in più.  Si può dire che nella vita siamo veramente riusciti,  spiega l'autrice, quando e se riusciremo a diventare quelli che siamo chiamati ad essere. Dobbiamo accettare il rischio di una ricerca che ci chiede d rischiare,  di accettare i fallimenti, le cadute, l'impopolarita' quando non addirittura il disprezzo.  Si tratta di ritornare alle radici più autentiche del nostro essere, come invitava a fare Sant'Agostino: "Rientra dentro di te,  è nelle profondità di te stesso che abita la verità".

Viviamo in un tempo di profondo disorientamento,  di ansia perpetua, come se fossimo davvero convinti che la vita si può sempre tenere sotto controllo, in tutti i suoi aspetti, che siamo sempre noi a determinare gli avvenimenti e quando fatalmente constatiamo che così non è,  cadiamo nella frustrazione e nella disperazione. Abbiamo perso il senso dell'affidamento,  come sottolinea anche l'autrice, quello cioè di sapere che non tutto dipende da noi, che il nostro sguardo deve andare verso l'alto.

I capitoli della riconquista di noi stessi e del nostro destino, così come li "ordina" l'autrice,  sono sostenuti, per così dire, da esempi concreti di come si possa "riuscire" a diventare forti e felici, o almeno provarci.  A cominciare dalla storia straordinaria di Helen Keller, una bimba di sei anni sorda, cieca e muta. Il 6 marzo 1887 nel  mondo di Helen fatto di tenebre e di silenzi, di gesti selvaggi e persi nel vuoto, penetra la luce dell'amicizia e della guida di Annie Sullivan,  maestra ipovedente di soli venti anni. È l'inizio di una amicizia che durerà mezzo secolo e l'inizio di un miracolo.  Quella bambina, grazie all'impegno costante di Annie, alla sua certezza di poter penetrare il buio fitto in cui vive Helen,  impara ad esprimersi,  a leggere e a scrivere, tanto che consegue una laurea,  scrive articoli e  tiene conferenze ovunque.

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Si impegna in molte lotte per i diritti, da quelli per le persone disabili a quelli delle donne e degli operai. Diventa famosa grazie al suo libro "Storia della mia vita", da cui poi sarà tratto un film di successo planetario. Helen è riuscita, come persona e come destino, perché non si è arresa all'evidenza, ossia alla sua pesantissima disabilità,  allo scetticismo di tutti quelli che la circondavano, volevano chiuderla in un istituto, dove probabilmente sarebbe languita fino alla, fine dei suoi giorni, solo la madre ha insistito per trovare una soluzione diversa, ed è diventata quello che dentro di sé era sempre stata. Ha ritrovato la sua voce più autentica e le ha dato un corpo, un'anima.

E nella galleria di personaggi esemplari sfilano davanti al lettore giovani imprenditori coraggiosi che hanno deciso di non rincorrere facili guadagni e una vita sempre spinta al massimo, ma progetti a dimensione ridotta ma con una forte dose di creatività e di coinvolgimento.  Dopo le esperienze accumulate in giro per il mondo, in grandi metropoli,  sono tornate nei loro paesi d'origine, in quella provincia italiana ancora così ricca e feconda, e hanno dato vita a piccole aziende, a negozi di qualità,  a laboratori e coltivazioni pregiate,  che si sono fatte conoscere ovunque come marchi di qualità e di bellezza.

Insieme alla storia di Pina Bausch, la grande coreografa e ballerina, che ha seguito la propria vocazione anche dinanzi agli insuccessi e alle vere e proprie contestazioni. O quella di Berthe Morisot, la grande pittrice francese che in vita ha stentsto molto a vedere riconosciuta la propria arte, messa sempre in ombra dai suoi colleghi impressionisti, e a cui non ha mai rinunciato,   vivendo la sua travagliata storia d'amore con il grande Manet e decidendo poi che non sarebbe mai potuta vivere accanto ad un uomo che non le avrebbe dato sicurezza e amore fedele.  Tutti hanno avuto in comune la decisione di imboccare la strada giusta, anche quando questa strada si inerpicava lungo crepacci scoscesi o si inoltrava in boschi fitti di ombre.

Roberta Russo, L'arte di riuscire, Edizioni Terra Santa, pp.256, euro 15,90