Letture, il galateo del fedele e del parroco, in chiesa "sta composto"!

Un manualetto per vivere e far vivere bene la liturgia e la fede

Un cartello con le norme da rispettare prima di entrare in Chiesa
Foto: Credit: Public Domain
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"Sta' composto" era la frase che forse più ha risuonano alle orecchie di molte generazioni passate di bambini e ragazzi. In casa, a scuola,  in visita ai parenti. E in chiesa. Oggi la frase appare più che mai obsoleta, cancellata dal frasario utilizzato per rivolgersi ai più piccoli. Ma non  certo perché non ce ne sia bisogno. Basta guardarsi intorno. 

Soprattutto in chiesa. Bambini che scorrazzano come se fossero al parco giochi, gente che entra vestita come se stesse per andare a bivaccare nei boschi,  chiacchiere per tutto il tempo delle funzioni, e l'onnipresente squillo dei cellulari.

Sembra essere persa ogni sacralità,  il senso del rispetto per quello che si vive in chiesa, il centro della fede cristiana: la Santa Messa. E d'estate il fenomeno assume aspetti ancora più inquietanti. Non si tratta di pregare e di partecipare ai riti come mummie imbalsamate e rigide, ma neppure di assumere gli atteggiamenti più strani o le pose più ridicole.

Ripristinando l'antico richiamo, il parroco e studioso don Alessandro Fortunati ha scritto appunto "Sta' composto", un piccolo galateo per cattolici praticanti, pubblicato dall'editore Tau.

L'autore rileva questa situazione di perenne "rilassamento", quando non diventa proprio atteggiamento di maleducazione e di mancanza di rispetto, e nota che, insieme a tutto il resto,  è venuta meno quella tradizione del richiamo familiare, "sta' composto", e l'insegnamento,  "attraverso una ritualità domestica, a comporre il tessuto delle nostre relazioni".

Colpevoli di tutto questo non solo i fedeli, o i turisti,  ma anche i sacerdoti che "lasciano fare", anche in campo liturgico, con sciatteria indifferente, tanto che "nei luoghi più sacri avviene di tutto e la creatività liturgica è ormai all'eccesso", spiega don Fortunati, che tenta di colpire i comportamenti peggiori, senza rinunciare all'ironia e al sorriso.

Vengono quindi illustrate le follie che secondo il galateo vanno stigmatizzate senza se e senza ma. A cominciare da come si entra vestiti in chiesa : in nome di " una presunta povertà e di fronte a scuse che esaltano la semplicità e l'informalita ', si rischia di vedere di tutto, specialmente in estate, ciabatte da mare, pantaloni corti, canottiere....sembra quasi che qualcuno non appena uscito dalla doccia si precipiti subito in chiesa". Al contrario, bisognerebbe vestirsi " come per un importante colloquio di lavoro " o per un incontro molto atteso. Avvertimento anche per chi partecipa ai matrimoni : "nudità non è sinonimo di eleganza ".

Tra i comportamenti da cancellare, l'uso dei cellulari,  che devono essere rigorosamente spenti appena si mette piede in chiesa; stare con gli occhiali da sole; entrare in chiesa correndo e chiacchierando e uscire in massa come se si stesse procedendo ad una evacuazione in caso di terremoto, senza neppure aspettare che il sacerdote dia la benedizione. Brutta abitudine, animata da un malinteso senso di umiltà e invece segno di scarso coraggio e poca considerazione, quella di non sedersi nei primi banchi, cosicché i fedeli risultano sparpagliati ovunque e perlopiù stipati nel fondo. " La chiesa non è una scatola vuota ", ricorda il parroco e dunque sarebbe il caso di evitare, da parte dei sacerdoti, di farne una location per spettacoli, concerti ( non di musica sacra ), mostre, visite guidate, incontri vari. Altro capitolo " scottante ", quello della presenza dei bambini.

Certo non si tratta di impedire ai più piccoli di stare alla, presenza del Signore, tradendo addirittura l'esortazione evangelica,  "Lasciate che questi piccoli vengano a me", Mami genitori dovrebbero far capire loro che questo è un posto diverso dagli altri, un luogo in cui imparare a pregare, non una specie di parco dove giocare, far merenda, disegnare, scambiarsi le figurine.

Ben poco appropriato, durante un funerale, applaudire " all'indirizzo della buonanima, come se avesse vinto il gran premio di Monza o si fosse esibito in una gara canora". Chiacchierare e fare battute persino davanti alla fossa, con la bara pronta per essere calata...Durante le processioni, quelle che ancora si riescono a organizzare, il cattolico italiano medio sembra, evangelicamente parlando, " una pecora senza pastore ", mentre chiacchiera amenamente, sempre con l'onnipresente cellulare in mano, fumando una sigaretta. Altro che testimonianza di vita cristiana!

Il galateo comprende anche la minuziosa descrizione della celebrazione della Santa Messa,  con i riti di introduzione,  l'atto penitenziale, la liturgia della parola, la liturgia eucaristica, i riti di comunione e quelli di conclusione. Un ottimo "promemoria " per i laici. Ma Don Fortunati alla fine promette che sarà presto pronto un "trattatello" sui cattivi comportamenti di preti in chiesa. E che sarà ben più voluminoso di questo....

 

Alessandro Fortunati,  Sta' composto, Tau editrice,  pp.67, euro 6

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