Letture, la Chiara di Assisi di Padre Nazareno Fabbretti torna in libreria

La copertina del libro
Foto: Edizioni Terra Santa
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"Chiara sta a Francesco come la luna sta al sole". Inizia con questa frase il racconto di Nazareno Fabbretti dedica a Chiara d'Assisi. E certo non si tratta di una frase che intenda sminuire la grandezza e la bellezza di questa figura.

Semplicemente la sua vita appare più "riflessa, appunto, com'è la luna, che di luce propria", riflessa, anzi, abbagliata dalla luce di Francesco, che si riversa su di lei fin dai primissimi incontri. Quindi, spiega ancora l'autore, diventa difficile descrivere questa esistenza, toccata dalla luce,  ma per molti versi rimasta in ombra, e distinguere tra realtà storica e leggende. Perciò,  spiega ancora Fabbretti nella prefazione alla sua opera, meglio scegliere un profilo "povero", come lo stesso autore ha fatto per parlare proprio di Francesco, "un semplice racconto, che stia tra la lezione della storia di Chiara e lo spirito con cui spesso la leggenda l'ha animata; un racconto il più possibile lontano dal semplicismo leggendario e agiografico e dai difficili problemi della critica storica".

Chiara infatti aveva un carattere molto diverso da quello del Poverello, e anche una grande personalità,  ma che la storia, e forse lei stessa, amava nascondere nel silenzio e nell'umiltà.  Perché ce n'è voluta di personalità,  di forza, per fare le scelte che ha fatto e per vivere com'è vissuta. Basti pensare che cos'è,  in generale e in estrema sintesi, la vita delle donne nel Duecento: nascere, crescere molto rapidamente, cominciare subito a lavorare, in casa o nei campi,  essere data in moglie, il più delle volte, ad  uno sconosciuto,  fare figli, e se si riesce a sopravvivere ieri ai parti, morire comunque  prima dei cinquant'anni. 

Anche chi nasce ricca o nobile non sfugge a questo percorso, anche se, ovviamente,  più facilitato e alleviato.  E chi viene spedita in convento, le cose non sono molto piu' facili, soprattutto se non si tratta di autentica  vocazione. Eppure  c'è spazio per felicità,  sogni, amori, speranze... E poi si può scegliere strade più impervie ancora,  ma esaltanti.  Come fa appunto Chiara, che sceglie di percorrere la strada della santità, ma sfidando ogni regola e convenzioni.  Sulla scia di Francesco. Dal momento stesso in cui, in piazza ad Assisi, lei, ancora una ragazzina, assiste al clamoroso fatto di cui tutti parleranno per molto tempo,  ossia quando Francesco, quel giovane ricco e inquieto, si spoglia di vestiti per restituirlo al padre Bernardone. 

Chiara intuisce che quell'episodio non costituisce è una semplice bravata, ne' una provocazione,  ma l'inizio di una esperienza straordinaria.  Dopo qualche anno fugge di casa per imitare quel giovane e fonda l'ordine femminile delle "povere recluse", che poi prenderà il nome di clarisse.

Questa parabola di vita tanto affascinante quanto poco conosciuta nei suoi particolari  viene raccontata,  con semplicità e povertà, da padre Nazareno Fabbretti nel 1978 ed è diventato, il suo, una sorta di piccolo, grande classico.  Ora viene riproposto dalla casa editrice Terra Santa, che già l'anno scorso ha ripubblicato il suo libro dedicato a Francesco. Questa è dunque l'occasione, propizia per riscoprire la vita di Chiara, per riscoprire questa classico, come l'abbiamo definito, e anche per ritrovare, o conoscere finalmente, la figura di Fabbretti.

Nato in una famiglia molto povera,  in una paese della provincia di Pistoia,  nel 1920: fame cronica, zoccoli di legno, freddo, la mamma china sul telaio giorno e notte. Tanti figli, tanta fatica e il padre che li abbandona per fuggire con un'altra donna mostra  precocemente e contemporanemente due "vocazioni": quella religiosa e quella per la scrittura. E a queste restò fedele tutta la vita, fino alla morte nel 1997. Entrato nell'ordine dei francescani, visse intensamente anni agitati e fecondi, pieni di entusiasmo e anche di contraddizioni e di fraintendimenti. Erano gli anni in cui Fabbretti incontrava uomini di Chiesa importanti, ma anche discussi, come don Primo Mazzolari, don Lorenzo Milani, padre Ernesto Balducci, padre Davide Maria Turoldo, Giorgio La Pira, Giuseppe Dossetti....Fondo' giornali e riviste, collaborò a quelli più prestigiosi e seguiti, diventando anche, per lunghi periodi, inviato in numerosi paesi, negli Stati Uniti, in America Latina, , in Asia e in Europa. Attività intensa a cui alternava quella di conferenziere.  Scrisse una quarantina di libri, contraddistinti da quella sua scrittura veloce,  semplice, ma ricca, piena di guizzi e capace di illuminare anche gli angoli bui,  rendendo i personaggi vividi,  concreti, tanto vicini al lettore da quasi convincerlo di aver trovato un  vero compagno di viaggio lungo la strada tortuosa della vita.

 

Chiara, di Nazareno Fabbretti, Edizioni Terra santa   

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