Letture, l'altra strada del quarto Magio per arrivare all'incontro

Per un'altra strada, la presentazione del libro di Mimmo Muolo

La copertina del libro
Foto: Edizioni Paoline
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Artaban è un nome dalle assonanze esotiche, misteriose. Potrebbe far pensare al protagonista di qualche fiaba da Mille e una notte. In effetti questo nome appartiene ad un personaggio altrettanto affascinante e misterioso: quello del quarto Re Magio, quello che la tradizione non cita, ma che leggende e storie parallele, per così dire, hanno reso vivo e presente. Artaban è in viaggio come i suoi “colleghi” più noti, ma per una serie di circostanze fortuite non riesce ad aggregarsi alla carovana che va alla ricerca del Bambino destinato ad aprire una nuova era nella storia dell’uomo. Seguirà, comunque, "un’altra strada", per arrivare all’incontro con il Mistero.

Una storia che si presta a mille interpretazioni ed è stata fonte di invenzioni letterarie e poetiche di grande efficacia. Una storia che non cessa di ispirare scrittori e artisti anche ai nostri giorni, tanto che proprio in questo periodo è uscito un libro da consigliare certamente come lettura più che adatta in un tempo natalizio così diverso da tutti quelli che abbiamo vissuto fin qui. Il libro si intitola "Per un’altra strada- La leggenda del Quarto Magio", è scritto da Mimmo Muolo, vaticanista del quotidiano Avvenire e autore di numerose pubblicazioni, che in questo caso si cimenta con un  romanzo che è anche parabola e, come l’autore stesso ha spiegato, "cartello indicatore" per aiutare i lettori a ritrovare la via delle Scritture, per suggerire di ritrovare il gusto, anzi la necessità di leggere e meditare Antico e Nuovo Testamento, tanto citati quanto poco realmente conosciuti. Se si tornasse realmente a riaprire questi testi, sostiene Muolo, ci si spalancherebbe innanzi un universo ricco di meraviglie e di tesori, comincerebbe per noi un’avventura dello spirito, del cuore e della mente senza confini.

Così come è avventuroso e poetico il romanzo che ricostruisce la storia di Artabam,  in cui il viaggio del protagonista diventa metafora dei drammi del nostro mondo e della nostra faticosa ricerca del senso della vita. Secondo una leggenda, i magi venuti dall’Oriente per rendere omaggio a Gesù appena nato erano quattro e non tre. Il quarto, Artaban, avrebbe dovuto portargli in dono alcune pietre preziose, ma, partito in ritardo, non riuscì a raggiungere i compagni e arrivò a Betlemme quando già la Sacra Famiglia era emigrata in Egitto per sfuggire alla persecuzione di Erode. Ecco dunque  reinventato  il girovagare del Quarto Magio sulle tracce di Cristo,  fino a un sorprendente finale, in cui la somma dei ritardi accumulati dal protagonista si trasforma in uno straordinario  “anticipo”. Il mondo attraversato da Artaban nel romanzo è simile al nostro, in cui si moltiplicano gli incontri, si affollano i personaggi. Molti sono modellati dal racconto biblico ed evangelico; altri ci vengono incontro con i tratti di coloro che potremmo incontrare agli angoli delle strade, nelle nostre città, mentre chiedono l’elemosina, o si trascinano in esistenze precarie e segnate dai soprusi, in fuga da terre devastate dalle guerre o dalla povertà, vittime della violenza, oggi, come ai tempi di Cristo.

Il segretario di Stato vaticano, il cardinale  Pietro Parolin, è intervenuto con un videomessaggio alla presentazione online del libro, trasmessa sulla pagina Facebook e sul Canale YouTube delle Paoline, coordinata da Alessandro Gisotti,  vicedirettore editoriale del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede. "Un crocevia nel quale confluiscono rivoli di molteplici saperi, da quello storico a quello biblico, da quello teologico a quello filosofico, che trasformano il testo in un vero e proprio romanzo di formazione". Così il cardinale ha definito il romanzo, metafora della vita dell'uomo contemporaneo alla ricerca di Dio, con le domande cruciali che in ogni tempo abitano il cuore dell'uomo e della donna: domande sull’esistenza di Dio, il senso della morte del Messia, la nascita da una Vergine, il dramma del dolore e della sofferenza dell’uomo

Secondo il cardinale, il romanzo racchiude una evidente corrispondenza con alcuni messaggi chiave ribaditi in più occasioni da Papa Francesco. Innanzitutto il "bisogno di prossimità, di agire con spirito di comunità e non come delle isole": è quanto Artaban apprende nell'incontro con Baldassarre ed è ciò che il Pontefice ripete spesso, in particolare in questo tempo di pandemia. Il racconto su Artaban ha suggerito al cardinale un ennesimo riferimento al Papa quando invita "ad amare, con lo stile di Gesù, non solo chi ci è vicino e chi ci ama, ma i lontani, gli stranieri, i nostri nemici. E' questo il deposito della saggezza cristiana".  E ricorda che "il peccato non è l’ultima parola necessaria".

L'autore, che ha rivelato di aver tratto lo spunto per scrivere questo libro sollecitato da un'omelia del suo parroco nel giorno dell'Epifania, ricorda che "il quarto magio nel suo percorso incontra quelli che potrebbero essere i migranti di oggi, incontra una prostituta costretta alla tratta, incontra una madre che vuole salvare il figlio da una persecuzione religiosa. Non una filosofia ci salverà – citando Benedetto XVI – ma l'incontro".

 

Mimmo Muolo, “Per un’altra strada”, Edizioni Paoline, pp. 224, euro 16,00.

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