Letture: le lettere di un fidanzata speciale al suo innamorato

La copertina del libro
Foto: Ave Editrice
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Una giovane ragazza, che pensa e progetta la propria vita, ama ed è amata da un ragazzo giovane come lei e che come lei progetta un futuro radioso.

 

Ma c'è un'ombra possente che si proietta sulle loro strade che corrono parallele: e' quella della malattia e della morte, che si porterà via la ragazza. Però non sarà la morte ad avere l'ultima parola, in questa storia che sembra tragica.

 

Sembra, ma non lo è.  Perché è una vera storia d'amore, che ha molto da dire a tutti noi, ma soprattutto ai giovani di oggi.  Una storia "inattuale", si potrebbe dire parafrasando una categoria filosofica e sociologica  molto usata negli ultimi tempi. Inattuale perché non rispetta i canoni delle storie d'amore che vanno per la maggiore, ma che invece incarna la risposta al desiderio di eternità e di infinito che soprattutto i giovani sentono bruciare nell'anima.

 

La storia è quella di Laura Vincenzi e di lei oggi sono state rieditate le "Lettere di una fidanzata", grazie alla casa editrice Ave, curate da Guido Boffi. Laura e Guido sono appunto i protagonisti di questa storia d'amore, che poi è una storia di santità quotidiana

Negli ultimi tempi viene giustamente dato rilievo e spazio , nella Chiesa, proprio a figure e testimonianze del concetto di una santità vissuta nella vita di tutti i giorni, ad un eroismo quotidiano che rimane spesso nascosto, ma lascia una traccia profonda in tutti coloro che hanno la fortuna di incontrarli.

 

Nessuno spazio alla tristezza, alla cupezza, alla contrizione. Un paradosso, che poi non lo è: come recita il salmista, se ne andava seminando nel, pianto, poi, nel, tornare, viene con gioia,  portando i suoi covoni.  Laura è stata, e rimane per sempre, una di questi testimoni autentici: il 7 dicembre 2016 si è aperta la causa per la sua beatificazione. 

 

Le lettere raccontano, con vivacità e commozione, gli anni cruciali della breve esistenza di Laura: la vita in famiglia, gli studi universitari,  le esperienze in parrocchia e gli incontri comunitari, come a Spello, dove conosce  Guido, il suo futuro fidanzato.

 

 Tutto è illuminato dalla fede, anzi, oggi cosa scaturisce dalla fede, perché Laura sa che e' nell'amore di Dio e nel suo amore per Dio che tutto si costituisce, assume forza,  bellezza, dignità.  Persino la malattia, scoperta nell'84, un tumore che si rivelerà maligno e molto aggressivo, e la morte stessa.

 

Laura si fida dei progetti del Signore su di lei, anche quando non li capisce, anche quando sembrano portare al fallimento, alla fine. Si fida e e tutto affida, sentendo che ogni esperienza, ogni sentimento, ogni desiderio  in Lui solo hanno compimento. Soprattutto il suo amore per Guido, i suoi sogni di matrimonio, di famiglia.

 

E' straordinario leggere con quale chiarezza e forza Laura, insieme al fidanzato, capisce che l'amore umano diventa più forte, più totale,  più appagante proprio perché vissuto nella sequela di Cristo. E' proprio questo l'anticonformismo più autentico, in fondo,  è questo il gesto rivoluzionario del vero amore, dinanzi al quale scoloriscono,  diventano patetiche e squallide tutte le storie da canzonette, da fiction, da SMS che oggi impregnano la vita degli adolescenti.

Amore libero? Niente affatto, il volto del vero amore libero si intravvede tra le righe di questo epistolario, un amore che vuole donarsi, che non è ripiegato in sé stesso, che non si fa condizionare dalle mode e dagli atteggiamenti, dal pensiero unico dominante, che non ha paura di porsi degli obiettivi da raggiungere insieme, delle responsabilità, mentre oggi si innalzano lodi al desiderio sfrenato,  alla promiscuità totale, alla passione di una notte o due, alle parole mirabolanti e ai giuramenti che durano lo spazio di un mattino.

 

La libertà e i i diritti  della passione...sì,  certo, ma quando poi arriva la malattia, quando le sorti si rovesciato,  quando si rimane soli, poveri, abbandonati, non piu' belli e giovani, che rimane di tutto quel fuoco? Solo fredda cenere. 

 

Non c'è nulla di tutto questo, nelle lettere di Laura. Ci sono allegria, fiducia, speranza, amore, voglia di vivere e di affrontare l'avventura della vita. Che non finisce con la morte. Pagine che i ragazzi dovrebbero leggere, per sentirsi incoraggiati davvero.

 

Santi della quotidianita', dicevamo. Dei nostri giorni, che ci sono vissuti accanto, nei palazzi,  lungo le strade che percorriamo, ogni giorno.  Ragazzi che amano Cristo più della loro stessa vita, e che in Lui vedono la realizzazione di tutti i loro sogni, come ha fatto Carlo Acutis,  un'adolescente "mago" dei computer; come Chiara Corbella Petrillo, che ha messo la vita dei suoi figli, in quanto dono del Cielo, sopra ogni cosa, sopra la propria vita.

 

E come testimonia la storia terrena appena conclusa di Caterina Morelli, 37 anni di Firenze, sposata, che in attesa del secondo figlio scopre di avere un tumore al seno ma non vuole interrompere la gravidanza per poter procedere a cure con la chemio e la radio. Sceglie un'altra strada, sostenuta anche dagli amici del movimento Comunione e Liberazione, e porta avanti la gravidanza.

Nasce il secondo figlio, Caterina si aggrava. Ma non viene mai meno la sua fiducia, la certezza della vicinanza del Signore, nella sua casa, attorno al suo letto di malata si riunisce una vera,  forte comunità. Oltre gli amici di sempre, incontra persone che non hanno casa e vivono per strada, sono senza lavoro, persone che hanno perduto la fede che conoscendo le io e il marito ritrovano il rapporto con Dio.

E' morta l'8 febbraio scorso, i suoi funerali sono stati celebrati nella basilica della SS.Annunziata su espresso desiderio e invito dei frati che reggono la basilica, i quali, frequentando la casa di Caterina e della sua famiglia hanno detto:" Qui c'è  veramente un angolo di paradiso sulla terra".

 

Laura Vincenzi,  Lettere di una fidanzata, a cura di Guido Boffi, Ave editrice,  pp.174, euro 13

 

 

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