Letture, un anno sotto lo sguardo di Maria tra Oriente ed Occidente

Anche per il 2022 il calendario di Russia Cristiana fa respirare a due polmoni

Un dettaglio della copertina
Foto: Prospettiva editore
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La Madre ha uno sguardo di infinita dolcezza e il Bambino si avvinghia al suo collo, a volte incrociando lo sguardo di Maria, a volte sembra che i suoi occhi varchino tutti i confini del tempo e dello spazio per incontrare lo sguardo di ogni persona che si fermerà a contemplare, a pregare alla loro presenza. Il mistero e la grandezza del mondo delle icone non cessano di interrogarci e di meravigliarci.

Meraviglia e domande che ora si possono rinnovare grazie al libro-calendario 2022, (iniziativa editoriale ormai diventata una felice consuetudine)  proposto dalla Fondazione Russia Cristiana. Una pubblicazione che si propone di raccontare una storia lunga, complessa, intrecciata di incontri, scambi, reciproci influssi intercorsi tra le due metà del mondo cristiano, Oriente e Occidente, ortodossia bizantina e cattolicesimo latina, in quel periodo complesso e fecondo che fa da ponte dal Medioevo all’Umanesimo.

Tra il XIV e XV secolo, infatti, nel bacino del Mediterraneo le culture diverse si incontrano, si scontrano, si influenzano. E nel libro dal titolo “Le vie del Mediterraneo. Icone tra Venezia e Bisanzio”, che è anche un calendario, frutto di una ricerca di anni, svolta in musei e collezioni di tutto il mondo da Michele Bacci, docente all’Università di Friburgo le opere presentate sono in gran parte sconosciute al grande pubblico e conservate in vari musei del mondo. In queste icone di grande bellezza emerge con particolare chiarezza  la combinazione di elementi bizantini e occidentali. Il soggetto preferito dagli artisti-oranti è proprio quello della Madre di Dio con il Bambino.  

 

Un altro tema fondamentale è quello della Croce,  associato al tema della maternità di Maria e della generazione della Chiesa.

La festività che celebriamo il primo gennaio ci invita a riflettere sulla  presenza salvifica della Madonna  e sulla sua potenza ispiratrice in campo artistico, nei secoli e nelle esperienze più diverse. 

Venezia, dunque, inizio e fine del percorso proposto dal libro di cui parliamo. Venezia porta del sacro, porta di Dio, luogo nel quale si può entrare al cospetto dell’Ineffabile, come ancora una volta, in una recente intervista,  anche il professor Franco Cardini ha ricordato. 

 

Visitando, andando in pellegrinaggio, le mille chiese della Serenissima, è continuo l’incontro con quello sguardo dolce e salvifico di Madre: Maria è stata sempre considerata la protettrice della città, a Lei si è affidata nel tempo per chiedere l’intercessione per essere salvati, contro la peste, contro le carestie, contro ogni nemico.

Dobbiamo ricordarci che l'icona è prima di tutto oggetto di culto, quindi sotto la diretta giurisdizione della Chiesa che rende obbligatorio per  l'artista  non inventare o creare dal nulla i suoi  personaggi. Per questo per ogni icona dipinta si richiede la benedizione. Il sacerdote, prima di procedere alla benedizione, deve  verificare la corrispondenza del nome iscritto con la persona raffigurata. In caso positivo, pronuncia la preghiera di benedizione. 

Il rituale slavo propone un’intensa preghiera di benedizione, accompagnata da aspersione con acqua benedetta e con incenso. La preghiera ci sembra un ottimo viatico per iniziare il 2022 e per rivolgersi a Lei chiedendo di non lasciarci mai. Perciò la riproponiamo nel suo testo che reca intatta la forza di una tradizione antica e sempre nuova: “Signore Dio Padre onnipotente. che ti sei degnato di scegliere tra tutto il genere umano una pura colomba e immacolata agnella, la sempre Vergine Maria, per essere la Madre del tuo Figlio unigenito, e l'hai santificata con la discesa dello Spirito Santo nella sua dimora, tu l'hai fatta più venerabile dei cherubini e dei serafini e più gloriosa di ogni creatura, orante e interceditrice di tutto il genere umano, benedici e santifica con la tua grazia nell'aspersione di quest'acqua santa questa icona dipinta in suo onore e ricordo, e a gloria di colui che da lei e nato, il tuo Figlio unico e consustanziale, e di te, suo Padre senza inizio, e del tuo santissimo, buono e vivificante Spirito, e fanne per tutti quanti pregheranno con fede davanti a essa, una sorgente di guarigione dalle malattie dell'anima e del corpo, di liberazione e protezione da tutte le calamità dei nemici, e fa' che le loro preghiere ti siano gradite. Per la misericordia del tuo unico Figlio. che da lei è nato nella carne, il nostro Signore Gesù Cristo, con il quale tu sei benedetto assieme al tuo santo. buono e vivificante Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen”. In queste parole traspare l’immagine della Madre che le icone conservano e tramandano nello spazio senza tempo della contemplazione, attraverso quelle “porte regali” che il grande teologo, pensatore, scrittore Pavel Florenskij ha potuto scorgere e varcare, anche nell’inferno del gulag sovietico in cui terminò la sua vita terrena.

 

 

Le vie del Mediterraneo. Icone tra Venezia e Bisanzio, pp.
50, 15 euro, Prospettiva editore

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