L'impegno salesiano contro la povertà educativa minorile

La cartellina dell'evento
Foto: Salesiani per il Sociale
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Oltre un milione di bambini in Italia vive in condizioni di povertà assoluta, un elemento che si lega a quello della povertà educativa. Di questa vera e propria emergenza si è discusso nella tavola rotonda “Povertà educativa minorile: riflessioni ed esperienze dei Salesiani di Don Bosco per continuare a progettare cammini di speranza”, organizzata dai Salesiani per il Sociale.

All'incontro ha partecipato il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Nannicini che ha ricordato l'attivazione del fondo - da 115 milioni di euro - per il contrasto della povertà educativa minorile. Sono risorse messe a disposizione per "colmare la madre di tutte le forme di disuguaglianze del nostro paese, ovvero quelle dei minori. È un fondo sperimentale - ha spiegato Nannicini - perché non vogliamo solo finanziare dei progetti ma anche valutare con metodi statistici che impatto avrà nel nostro Paese".

Dobbiamo "rompere quel circolo vizioso della povertà educativa affinché le prossime generazioni non lo ereditino", ha aggiunto Filomena Albano, Garante nazionale dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

E anche sul fronte del contrasto alla povertà educativa minorile i salesiani sono in prima linea. Nel corso della tavola rotonda sono state presentate due iniziative. La prima è la cooperativa Momo che a Cuneo coinvolge bambini e ragazzi in percorsi interculturali per far riscoprire loro il senso di comunità e cittadinanza. La seconda riguarda l’esperienza del quartiere Candelaro di Foggia dove la microcriminalità viene contrastata con attività ludico-ricreative all’interno dell’oratorio salesiano.

"Grazie ad una diffusa presenza delle nostre opere su tutto il territorio italiano - ha concluso il presidente di Salesiani per il Sociale, Don Giovanni D'Andrea - riteniamo di poter offrire una nostra interpretazione di povertà educativa che oggi possiede una pluridimensionalità: non solo economica, culturale e sociale ma anche affettiva/relazionale, morale e spirituale. Crediamo che grazie al confronto aperto con altri enti e istituzioni possiamo ulteriormente crescere per regalare un futuro migliore ai giovani, soprattutto i più poveri".

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