Malattie rare, il Cardinale Turkson: "Integrare le cure mediche con attività sociali"

Il Messaggio del Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale in occasione della XIII Giornata delle Malattie Rare

Il Cardinale Turkson
Foto: Daniel Ibanez / ACI group
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"La Giornata delle Malattie Rare pone l’accento quest’anno sull’equità e su condizioni più eque per le persone colpite da queste patologie. Nel mondo sono oltre 300 milioni le persone con una malattia rara, un numero considerevole che non può essere ignorato e che merita attenzione". Inizia così il Messaggio del Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, il Cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, inviato in occasione della XIII Giornata delle Malattie Rare, che ricorre oggi 29 febbraio.

"La GiornatadelleMalattieRare ci offre l’occasione di prenderci cura, tutti insieme, dei nostri fratelli e sorelle che ne sono affetti, integrando ricerca, cure mediche e assistenza sociale, in modo che abbiano pari opportunità e possano avere una vita piena”. È quanto scrive in un tweet Papa Francesco in occasione dell’odierna Giornata, incentrata quest’anno sul tema dell’equità, dell’accesso a pari opportunità per valorizzare il potenziale dei pazienti

"Non dobbiamo dimenticare che il diritto fondamentale alla salute e alla cura attiene al valore della giustizia e che la diseguale distribuzione delle risorse economiche - scrive il Cardinale Turkson - soprattutto nei Paesi a basso reddito, non permette di garantire una giustizia sanitaria che tuteli la dignità e la salute di ogni persona, specialmente le più bisognose e povere".

L'appello nel Messaggio è chiaro: "I principi di sussidiarietà e di solidarietà devono ispirare la comunità internazionale come anche le politiche sanitarie affinché vengano garantiti a tutti, in particolare modo alle popolazioni più vulnerabili, sistemi sanitari efficienti, un accesso equo alla diagnosi e alle terapie nonché il sostegno e l’assistenza specifica ai malati e ai loro familiari".

Il Cardinale Turkson conclude con un augurio: "Sarebbe veramente bello se tutti insieme, accanto ai familiari, agli operatori sanitari, sociali, pastorali e ai volontari, in uno spirito di fraternità, ci prendessimo cura dei nostri fratelli e sorelle affette da una malattia rare, integrando le cure mediche con attività e impegni sociali che li facciano sentire parte dinamica della società".

 

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