Mattarella al Papa: "Rimettere al centro persona e famiglia"

L'incontro tra il Papa ed il Presidente della Repubblica
Foto: Presidenza della Repubblica
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Le sue parole di speranza "aiutano a recuperare quei valori di solidarietàche rimangono alla base del sentire del nostro popolo, specialmente nei momenti di crisi". Così il Presidente della Repubblica Mattarella ha esordito nel suo indirizzo di saluto a Papa Francesco nel corso della sua visita di Stato in Vaticano.

I principi e i valori fondamentali del magistero pontificio - ha aggiuinto il Capo dello Stato - costituiscono "punti di riferimento costanti. Un magistero alto, confermato daglia tti e dall'insegnamento del Suo Pontificato, che sentiamo particolarmente vicino".

L'Italia e l'Europa "assistono a quello che Lei ha definito un nuovo tipo di conflitto mondiale frammentato, di cui è immediata conseguenza il dramma dei profughi chiedendo accoglienza". Il nostro Paese - ha proseguito Mattarella - sta fronteggiando questa emergenza ma "invoca da tempo un intervento deciso dell'Unione Europea per fermere questa continua perdita di vite umane nel Mediteranneo. Con quelle vite spezzate si perde la speranza di tante persone e si compromette la dignità della comunità internazionale".

"Rischiamo - ha ammonito il Presidente -di smarrire la nostra umanità!".

Mattarella ha poi parlato degli effetti della crisi, a partire dalla disoccupazione: "si impone una visione dello sviluppo economicoe sociale che sappia rimettere al centro la persona e la famiglia, che è nucleo essenziale della società" e che cura "le ferite inferte dalla cultura dello scarto".

Dopo aver assicurato l'impegno di Governo e Parlamento su questi temi, Mattarella ha affrontato il tema Giubileo, "occasione di riflessione preziosa sui valori della giustizia e della solidarietà e della pace". "Il richiamo alla misericordia rilancia tra gli uomini la gratuità come valore nei rapporti economici e sociali e la pace come condizione di benessere comune".

Non è mancato un riferimento alla libertà religiosa, "qualsiasi violazione di essa vulnera nel profondo i diritti umani. La violenza scatenata contro i cristiani interpella con forza le coscienze di coloro che amano libertà e tolleranza". Il dialogo interreligioso - ha sottolineato il Presidente della Repubblica - è urgente soprattutto davanti alla "minaccia del terrorismo internazionale che spesso si nasconde dietro inaccettabili e pretestuose rivendicazioni religiose".

Tra Italia e Santa Sede- ha concluso Mattarella - si conferma "piena comunanza di veduta"e per questo "Le ribadisco l'invito a venire in visita al Quirinale".

Ad accompagnare il Presidente della Repubblica la figlia Laura e i nipoti Manfredi, Maria Chiara e Costanza. Nel seguito presidenziale il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni e l'Ambasciatore presso la Santa Sede Daniele Mancini. Il Capo dello Stato ha donato al Papa un disegno originale a inchiostro giapponese su carta di Pericle Fazzini raffigurante il volto di Cristo coronato di spine.

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