Media cattolici. Le Cronache della Chiesa lituana, il giornale sotterraneo

In 17 anni di vita, le cronache della Chiesa lituana hanno messo a nudo il regime sovietico. Rischiando in prima persona

Alcuni numeri delle Cronache della Chiesa Lituana
Foto: AG / ACI Group
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Sigitas Tamkevičius era un giovane prete quando si imbarcò in una grande impresa: quella di pubblicare le Cronache della Chiesa Cattolica Lituana. Si prese l’impegno perché era giovane, relativamente sconosciuto, e aveva l’energia e la voglia di portare in luce le aberrazioni del sistema comunista. Così, cinquanta anni fa, le Cronache della Chiesa Cattolica Lituana cominciarono le pubblicazioni.

Il primo numero delle Cronache fu pubblicato il 19 marzo 1972. La pressione delle autorità comunista era in qualche modo allentata, e lo stesso Tamkevičius sapeva che, se fosse stato arrestato – come poi avvenne – non era la morte ad attenderlo, ma piuttosto un congruo numero di anni da spendere in carcere, cosa che poi avvenne.

Era una pubblicazione clandestina, che descriveva la persecuzione e la discriminazione dei cattolici in Lituania da parte delle autorità sovietiche e registrava le violazioni dei diritti umani. 

Non si arrivò subito alla decisione di pubblicare la rivista. Prima, 63 sacerdoti fecero dichiarazioni sul seminario, quindi in 17 mila firmarono un memorandum che ebbe grande risalto in Occidente. Divenne chiaro c’era bisogno della rivista. E questa nacque.

Il KGB non perseguitava solo i sospetti aiutanti della cronaca, ma anche i difensori dei diritti umani Antanas Terleckas, Mindaugas Tomonis e Viktoras Petkas, che sono spesso citati nelle pubblicazioni. Di particolare importanza fu il fatto che la cronaca arrivasse all'estero. La pubblicazione ha informato la comunità mondiale sulla situazione dei credenti oltre il sipario del sistema totalitario.

La rivista non aveva una diffusione amplissima. Ma arrivava fino alle comunità di cattolici lituani in Occidente, e lì le notizie venivano rimbalzate in diversi altri media, non solo cattolici.

Raccogliere informazioni non era facile. Si lavorava insieme a dissidenti a Mosca, che potevano passare le informazioni ai giornalisti stranieri accreditati al Cremlino e da lì a tutto il mondo.

Il numero veniva preparato e stampato in 14 copie. Due di queste copie venivano inviate a Mosca, e da lì ai giornalisti occidentali, che lo traducevano in lingua inglese e diffondevano nelle ambasciate straniere, ma anche a Radio Vaticana, che dava ulteriori risonanze.

Non solo. Le cronache venivano microfilmate e inviate fino negli Stati Uniti. Dove venivano pubblicate come fossero un libricino

Sigitas Tamkevičius fu poi arrestato nel 1983, e condannato a dieci anni di prigione e di lavori forzati. Fu trasferito anche in Siberia, ma fu liberato nel 1988, con l’inizio della perestrojka sovietica. La Chiesa lituana è oggi libera, e vive in una nazione cattolica. Si può dire, in fondo, che le cronache abbiano raggiunto il loro obiettivo.

(4 – continua)

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