‘Mi passi un po’ di pace?’: un corto per la riconciliazione ispirato da Papa Francesco

Ne parla il regista e produttore Giancarlo Mici

Un fotogramma del Corto
Foto: www.saintproduction.it
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Da ottobre è visibile on line il cortometraggio ‘Mi passi un po’ di pace?’ del regista Giancarlo Mici, che ha anche prodotto il film per ‘Edizioni Saint Production’ in collaborazione con ‘M.P.M. Management Productions’,  presentato in anteprima a Papa Francesco nell’udienza generale di mercoledì 21 settembre e candidato al premio ‘David di Donatello’, ideato da Elena Tasso e prodotto da Maria Paola Migliassi.

Le immagini sono commentate dalle letture, tratte dall’ ‘Atto di Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria’, dal messaggio pasquale ‘Urbi et Orbi’ della scorsa Pasqua e dall’omelia della messa della Divina Misericordia e da una preghiera dell’ideatrice del cortometraggio, ideato come veicolo di pace tra i popoli, alla luce del conflitto tra Russia e Ucraina. 

Al regista Giancarlo Mici abbiamo chiesto di spiegarci come è nato il cortometraggio: “Il video è stato ideato da Elena Tasso ed ispirato dalle parole di papa Francesco ed è il terzo cortometraggio che produciamo di questa natura dopo ‘Karol – Và nel mondo con amore, fa sentire la mia voce’ del 2014, uscito per la canonizzazione di san Giovanni Paolo II e ‘Francesco – Una rete per la fede’ del 2015, ispirato da Papa Francesco in occasione del Giubileo Straordinario della Misericordia. La società di produzione si è avvalsa della preziosa collaborazione degli attori Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini come ‘voices over’ insieme a Silvia Siravo nel ruolo della protagonista. 

Il corto parla di una ragazza che fugge dalla guerra, non è chiaro se è esteriore o interiore, ma comunque da un conflitto che l’ha portata all’oppressione e alla sofferenza, al buio di una grotta, dove a fatica riesce a trovare una via d’uscita. Una volta uscita però, lentamente riacquista fiducia in se stessa, negli altri e nel Padre misericordioso, incontrando man mano la natura e la gente del paese che le porge un dono. Lei, memorizzando nei disegni questi doni acquista man mano la motivazione interiore della pace e diventa infine lei stessa portatrice di pace nel mondo. 

Oltre alla regia ho ricoperto anche il ruolo di produttore esecutivo, autore delle musiche e della canzone ‘Un quadro di pace’, interpretata da Francesca Di Meglio, che funge da colonna sonora e anche un cameo come attore. Mi ha affiancato nella regia Walter Culicelli, documentarista, curatore anche delle riprese e della fotografia. Fondamentali le interpretazioni di Marco Prosperini, Pierre Bresolin e la Proloco Tullio De Sanctis con il Centro Anziani di Collepardo nei ruoli chiave dei portatori di pace. Molto importanti infine sono stati i disegni dei simboli di pace, realizzati da Maryam Pezeshki che hanno dato colore, gioia e maggiormente hanno evidenziato il messaggio”.

Perché vi siete ispirati a Papa Francesco?

“Papa Francesco ci ha dato il mandato con il suo incessante appello ‘Continuiamo, per favore, a pregare e a impegnarci per la pace, senza stancarci’. Meditando con Elena Tasso sull’ ‘Atto di Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria’ è nata la sceneggiatura. Su supervisione della Libreria Editrice Vaticana abbiamo potuto proclamare nel corto le parole del Santo Padre. Ed è proprio a papa Francesco che noi abbiamo dedicato il nostro lavoro e lo abbiamo presentato a lui, in anteprima, nell’udienza generale del 21 settembre a piazza San Pietro”.

 

 

Per quale motivo avete deciso di produrre questo cortometraggio?

“E’ stato ideato come semplice veicolo di pace tra i popoli, alla luce del conflitto tra Russia e Ucraina. Io ed Elena ci siamo sentiti coinvolti dall'invito ripetuto del Santo Padre di dare il proprio contributo per la pace insieme alla preghiera. E’ una goccia nell’oceano però importante in questo tempo di siccità, e il desiderio di coinvolgere un paese è stato come testimonianza che tutti insieme uniti al Signore possiamo fare qualcosa di positivo. 

 

Una pace che deve essere accolta per Sua grazia, fatta esperienza, deve essere donata agli altri, nei nostri rapporti, nella nostra città per creare tante zone di pace sempre più grandi, una pace testimoniata nel rispetto degli altri, nella cura, nell’amore reciproco, nell’abbraccio misericordioso del Padre.

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