Migrantes: "Da Lesbo sale un grido di pace"

Il porto di Mitilene, capoluogo dell'isola di Lesbo
Foto: Marco Mancini Acistampa
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Da Lesbo "sale un grido di pace per il Medio Oriente, una pace che è la condizione indispensabile da una parte per l’accoglienza e tutela delle persone che arrivano sulle coste della Grecia, richiedenti asilo e rifugiati e dall’altra per tutelare il diritto dei migranti a vivere nella propria terra". Lo afferma in una nota monsignor Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, commentando la visita di Papa Francesco a Lesbo e l'incontro con il Patriarca Ecumenico Bartolomeo e l'Arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia Ieronymos.

"Dalla visita, dai gesti e dalle parole di Papa Francesco - aggiunge monsignor Perego - viene un nuovo invito alle comunità cristiane d’Europa e alle nostre parrocchie a moltiplicare i luoghi di accoglienza dei migranti. Per noi si tratta di ampliare l’accoglienza nelle nostre strutture ecclesiali che registrano oggi circa 23mila rifugiati e richiedenti asilo ampliando così le 4600 accoglienze che si registrano nelle nostre parrocchie".

L'incontro di Lesbo testimonia inoltre - conclude il direttore generale di Migrantes - "un passo concreto e in avanti nel cercare l’unità delle chiese cristiane in Europa ritrovata proprio a partire dalle condizione di trauma e di sofferenza dei rifugianti e richiedenti asilo".

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