Modello di vita. Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe

La Santa Famiglia
Foto: pubblico dominio
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Il Figlio di Dio, grazie alla fede di Maria e all’obbedienza di Giuseppe, ha potuto vivere in una famiglia, la quale è presentata dalla preghiera iniziale della Messa di oggi, “modello di vita”.

La famiglia d Nazareth è un modello perché ci insegna che la radice della comunione e dell’amore reciproco si trova in Dio. Dio sta all’inizio della vita sponsale di Giuseppe e Maria. Quando manca questa sorgente, la relazione tra gli sposi è esposta all’incertezza e alla instabilità. L’Apostolo Paolo nella lettera che indirizza ai cristiani della città di Colossi li esorta a porre al di sopra di tutto la carità. Se questa viene meno, ogni screzio, ogni difficoltà, ogni contrattempo diventano buoni per la separazione. Dio, Il sacramento del matrimonio, l’unione con Cristo, la comunione con la Chiesa sono il fondamento della vita coniugale. 

La Famiglia di Nazareth è modello anche per il modo con cui Maria e Giuseppe accettano la vocazione del proprio Figlio. Una vocazione misteriosa, certamente eccezionale che tuttavia essi non ostacolano, ma riconoscono seppur inattesa e straordinaria. A Gerusalemme, nel tempio, in mezzo ai dottori Gesù proclama la sua missione ed il conseguente distacco dalla sua famiglia terrena. Egli, sebbene fanciullo, rivela la coscienza di essere assolutamente al servizio del progetto di Dio su di Lui e che al di sopra dei legami familiari sta la volontà di Dio, che i suoi genitori terreni non comprendono. 

La missione di Gesù si manifesta già agli inizi della sua vita. Il suo ritrovamento dopo tre giorni è un chiaro richiamo alla sua passione e morte dove la separazione dalla sua casa terrena diverrà definitivo.

La vicenda storica di Cristo ci porta a riconoscere che in ogni figlio c’è un mistero che deve svelarsi ed un distacco da porre in essere perché non è proprietà dei genitori e, pertanto, non può essere determinato sulla loro misura e sui loro gusti. Questo significa che l’educazione è finalizzata ad aiutare i figli a scoprire e raggiungere la   propria vocazione, anche se essa prende contorni e contenuti inaspettati.

L’educazione è educazione alla libertà. Senza mai dimenticare che ogni esempio di bene non è mai dato invano e nessuna preghiera è destinata ad andare perduta. La presenza ai figli, da lontano, con l’orazione e la speranza non è mai sterile e senza senso.

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