Monsignor Guerino Di Tora: "Anche in questi tempi di dolore il Signore ci cerca"

La Messa vespertina presso il Santuario Romano della Madonna del Divino Amore presieduta da Monsignor Di Tora

Monsignor Di Tora
Foto: Vatican Media / ACI Group
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Anche questa sera è stata celebrata la Messa vespertina presso il Santuario Romano della Madonna del Divino Amore.  A presiedere l’Eucarestia è stato il Vescovo Guerino Di Tora, ausiliare della Diocesi di Roma per il settore Nord.

Prima di iniziare il Vescovo Di Tora ricorda che oggi è la Giornata del ricordo della memoria dei martiri missionari. Il Vescovo chiede di non dimenticare tutti i missionari, quelli conosciuti o meno. E ricorda anche le vittime delle Fosse Ardeatine. "Tanti sono i motivi di questa celebrazione perchè vogliamo sentirci in comunione con quanti oggi soffrono e con quanti oggi sono morti", dice il Vescovo Di Tora.

Nell'omelia Monsignor Di Tora commenta: "Visione di salvezza e speranza quella del profeta Ezechiele nella contemplazione di un torrente di acqua. L'acqua da sempre è segno di vita nella storia della salvezza, Gesù stesso si identicherà nell'acqua che da vita. Poi il Vangelo di Giovanni, con il miracolo della guarigione del paralitico nella piscina...Gesù gli pone una domanda ed è Lui che va alla ricerca. A quello dimenticato da tutti, Gesù gli chiede di alzarsi. Egli obbedisce e si trova guarito. L'incontro con Cristo cambia la sua vita".

"Anche per noi cambia la vita - continua il Vescovo di Tora - Quanti esempi diversi di gente che incontrando Cristo ha ritrovato se stesso. Il Signore lo incontriamo perchè è lui che ci cerca. Anche in questi tempi di dolore il Signore ci cerca, non perdiamo l'occasione della vita semplice di ogni giorno, in famiglia, con i figli. Questo sia per noi un tempo per meditare, per rientrare in noi stessi, è lì che il Signore ti cerca".

"Anche a noi Gesù rivolge questo invito, la Parola di Dio è attualità, è Gesù che ci parla oggi e ci invita con la fede in Lui ad avere speranza e soprattutto a saperla donare agli altri", conclude così nell'omelia Monsignor Di Tora.

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