Museo del Silenzio delle clarisse di Fara in Sabina, si inaugura l’Ufficio turistico

Museo del Silenzio
Foto: Clarisse eremite di Fara in Sabina
Previous Next
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

Il Museo del Silenzio di Fara Sabina a Rieti è un tesoro inestimabile per le Clarisse Eremite. Tutta la comunità ha avvertito l’importanza di conservare e far conoscere il patrimonio storico del monastero, a 40 chilometri da Roma. Il Museo racconta la memoria e il silenzio delle monache qui riunite nel 1673. L’ATI PromoTuscia/PromoCulture ha deciso di gestire il Museo Civico Archeologico di Fara in Sabina e così anche il Museo del Silenzio delle Suore. ACI stampa ha intervistato i responsabili dell’ATI, prossimi all’inaugurazione sabato 6 aprile, per capire quanto è importante gestire un museo, anche per la conservazione di patrimoni artistici e religiosi.

Cosa è l’ATI, di cosa si occupa e perché ha scelto il sito di Fara in Sabina?

L’ATI, oltre a gestire il territorio di Viterbo e della Tuscia, da qualche mese si è aggiudicata la vittoria del bando per la gestione del nuovo Ufficio Turistico di Fara in Sabina e del Museo Civico Archeologico. Nell’ambito di questa gestione, cisi si pone come obiettivo primario, quello di valorizzare e promuovere la conoscenza di questo Borgo di origine medievale e del suo territorio.

Sabato 6 aprile 2019 alle ore 11:00 verrà inaugurato l’Ufficio Turistico, che per la prima volta apre a Fara in Sabina, e della Sala Eretum, all’interno del Museo Civico Archeologico.

L’invito a partecipare è rivolto a tutti e sarà possibile prendere parte alla degustazione di prodotti tipici allestita per l’occasione. Tra le eccellenze di questo Comune infatti, oltre quelle prettamente archeologiche e storiche, vanno citate infatti quelle paesaggistiche, enogastronomiche e agroalimentari. Una delle produzioni più importanti è quella dell’Olio extra vergine d’oliva DOP. Tra le evidenze storico - artistiche e archeologiche, per fare qualche esempio, citiamo l’Abbazia di Farfa, il Museo Civico Archeologico di Fara in Sabina che conserva i reperti archeologici provenienti dagli scavi condotti negli anni ’70-’80 del 1900, che hanno riportato alla luce testimonianze del popolo italico pre-romano Sabino, con le sue rispettive città di CURES ed ERETUM.

Prenderete in gestione anche il Museo del Silenzio delle Clarisse Eremite che dal 1600 abitano questi luoghi…

Si, non va dimenticato il Museo del Silenzio che attraverso un’esperienza visiva e sonora, restituisce al visitatore la dimensione spirituale del Silenzio, quella rigidissima Regola che attraverso i secoli accompagnò la vita claustrale delle Clarisse Eremite del Monastero di Fara in Sabina.

Quali sono le criticità che si riscontrano nel gestire un sito culturale?

Prima difficoltà che può venire in mente è quella di tipo economica perché dal punto di vista organizzativo oppure di valorizzazione del bene di per sé, ci sono figure professionali all’interno dello staff dell’Azienda che permettono di seguire dei percorsi virtuosi e positivi. Altra difficoltà,è quella dell’auto sostenibilità del bene, nel senso di, far sì che poi quel bene si autosostenga, dal punto di vista finanziario. In questa fase, il pubblico è fondamentale. Bisogna riuscire a rendere fruibile ad una serie di visitatori che siano poi disposti a investire del denaro nell’acquisto di biglietti per visitarlo, oppure di materiale accessorio in riferimento al sito culturale all’interno del Bookshop, che facciano sì che, tali incassi permettano poi di pagare le spese interne, che riguardano il personale addetto alla gestione del bene e delle varie utenze. Questo quindi, può avvenire tramite la promozione e la visibilità. Questo passaggio è al tempo stesso il più delicato, quello di riuscire a raggiungere una fetta di pubblico piuttosto significativo, inizialmente investendo per cercare poi di veicolare al meglio questo sito per ottenere quanto più risposte.

Quali sono le opportunità invece che si possono sfruttare per contribuire a far conoscere il Museo civico Archeologico di Fara?

Le opportunità vanno colte a vari livelli, quindi a partire dalla comunicazione. In questo caso l’ATI, fa leva su tutta la rete di relazioni collegata ai Media, quali carta stampata, Media televisivi o Radiofonici per veicolare un messaggio adeguato che al tempo stesso faccia conoscere il Museo e ne rispetti la sua identità. Altra opportunità viene offerta dalla rete commerciale, per cui sia il collegamento con professionisti della cultura, come guide, accompagnatori, Associazioni culturali, che si occupano di un turismo che sia legato alla vocazione di Fara, promuovendo dei pacchetti al cui interno, vi è anche la visita al Museo Civico Archeologico. Non specificatamente persone interessate solo all’archeologia, ma la possibilità anche di formulare un pacchetto turistico per quel pubblico, che si interessa anche di natura, o di enogastronomia. Al tempo stesso, riferendoci alla filiera turistica, ci rivolgiamo anche alle Agenzia Viaggi, ai Tour Operator ai quali inviamo delle nostre proposte già strutturate o da strutturate, in base alle proprie, o alle necessità dei propri clienti, con l’intento, costante, di promuovere e valorizzare il sito culturale.

 

 

Ti potrebbe interessare