Nel mistero del Verbo incarnato trova luce il mistero dell’uomo. II Domenica dopo Natale

Il commento al Vangelo domenicale di S.E. Monsignor Francesco Cavina

La Natività di Gesù
Foto: pubblico dominio
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In questa seconda domenica dopo Natale la Chiesa continua a presentarci il mistero della nascita del Figlio di Dio nella debolezza della nostra carne. Nel cuore dell’uomo è presente un desiderio di vita, di luce, di gioia, di pienezza. Ora, poiché il Figlio di Dio ha assunto ciò che è mortale per renderci partecipi della sua stessa vita divina, dobbiamo riconoscere che nel cammino di ogni uomo si è inserita una novità che salva, una luce che, se viene accolta, è in grado di riempire il cuore dell’uomo, di dare una svolta inattesa alla vita. E’ quanto afferma la seconda lettura della santa Messa, tratta dalla lettera di san Paolo agli Efesini. In essa troviamo un’affermazione solenne: “Dio ci ha predestinati ad essere suoi figli adottivi…”.

Da sempre, l’uomo è pensato, scelto, benedetto, esistente in Dio. Nel suo progetto il Padre, dunque, ci ha chiamati all’esistenza per divenire suoi figli, vivendo santamente, perché Dio è santo. Questo dono si attua per mezzo di Cristo. Alla luce della rivelazione, quindi, noi veniamo a scoprire che la riuscita della nostra vita è intimamente legata al Signore Gesù. Spesso sentiamo dire che bisogna essere se stessi, realizzare pienamente se stessi, essere autentici. San Paolo ci insegna che la vera realizzazione dell’uomo consiste nell’accogliere Gesù perchè solo Lui può svelarci la nostra vera dignità ed il destino ultimo della nostra vita. Per questo motivo la Chiesa non si stanca di proclamare che solo nel mistero del Verbo incarnato trova luce il mistero dell’uomo e di annunciare all’uomo la sua altissima vocazione a divenire figlio di Dio.

Cristo, dunque, non viene solo per sanare le ferite provocate in noi dal peccato, ma per offrirci una situazione sorprendentemente nuova. Essa è descritta da Paolo con l’espressione di “ figli adottivi “. Il Natale celebra l’inizio di questa inattesa parentela dell’uomo con Dio. San Paolo prega perchè questo disegno di bene per l’uomo possa essere conosciuto da tutti e resti ben presente nel cuore dei cristiani, che non se ne dimentichino.

Dio dunque ci ha scelti da sempre, “ prima della creazione del mondo “, e mentre ci sceglieva, disegnava per noi un orizzonte di eternità. È per realizzare questo disegno che Cristo opera; per questo è apparso nel mondo. Il Natale incanta perchè grazie alla venuta del Figlio di Dio noi  apprendiamo che non siamo nel mondo per caso, ma che ognuno è amato da Dio, amato come è amato un figlio, un figlio di Dio! Ma perché questo avvenga è necessario che la libertà dell’uomo sia disponibile ad accogliere la persona di Cristo il quale, nelle sue parole e nei suoi gesti, rimanda continuamente al Padre.

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