Nicaragua, il regime continua a perseguitare la Chiesa

Nel mirino della polizia è finito il Vescovo di Matagalpa, Mons. Rolando Álvarez

Il Vescovo di Matagalpa, Mons. Rolando Álvarez
Foto: Diocesi di Matagalpa
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Lo scorso venerdì 5 agosto, nel mezzo della repressione della dittatura di Daniel Ortega in Nicaragua, il Vescovo di Matagalpa, Mons. Rolando Álvarez, è stato praticamente sequestrato in casa e gli è stato impedito di uscire, al che ha risposto pacificamente cantando “Amigo ”, del famoso cantautore brasiliano Roberto Carlos.

Il ritornello della canzone dice: "Sei la mia anima fratello, davvero l'amico / Che è sempre con me in ogni modo e viaggio / Anche se sei un uomo hai ancora l'anima di un bambino / Colui che mi dà la sua amicizia , il suo rispetto e il suo affetto”.

Monsignor Álvarez, praticamente confinato agli arresti domiciliari, è uno dei vescovi più critici del regime per gli abusi e le violazioni dei diritti umani commessi dalla dittatura di Ortega.

In un comunicato stampa pubblicato il 5 agosto - riporta ACI Prensa - la polizia nicaraguense ha accusato le alte autorità della Chiesa cattolica, e in particolare il vescovo Álvarez, di "usare i media e i social network" accusando falsamente il vescovo di aver cercato di “organizzare gruppi violenti, incitandoli a compiere atti di odio contro la popolazione, provocando un clima di ansia e disordine, turbando la pace e l'armonia nella comunità”.

Di fronte alla persecuzione della dittatura, molte persone hanno mostrato solidarietà al Vescovo nicaraguense. Mons. Álvarez ha ringraziato tutti i segni di solidarietà ricevuti.

“Grazie, grazie mille al popolo nicaraguense. Grazie al clero di Estelí, Siuna e Matagalpa che sono intervenuti. Dio vi benedica evi protegga. Grazie ai milioni di fratelli che attraverso le reti hanno dichiarato di essere con noi. Grazie al Celam”, ha scritto il 5 agosto il vescovo Álvarez .

Il giorno precedente Mons. Rolando Álvarez, ha lasciato la sede episcopale esponendo per strada il Santissimo Sacramento, nel mezzo delle vessazioni della polizia ordinate dal governo di Daniel Ortega , e ha chiesto libertà per la Chiesa. Il Vescovo ha preso questa decisione dopo che la polizia non ha permesso ad alcuni giovani di entrare in Curia per partecipare alla messa "così ho ordinato che ci si portasse Gesù Sacramentato perché si potesse pregare in strada, e benedire i fedeli”, ha raccontato il presule.

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