“Pace in nome di Dio”: lo spirito di Assisi, le religioni del mondo, tre Papi

Copertina del libro
Foto: Ancora on line
Previous Next
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

Era il 27 Ottobre 1986 quando Papa Giovanni Paolo II convocava ad Assisi tutte le religioni del mondo per un’inedita “Giornata Mondiale di preghiera per la pace”. Un gesto “profetico” quelli di riunire tutti i leader religiosi del globo. E a raccontare lo “spirito” di quella giornata memorabile, trent’anni dopo, è un libro del vaticanista di TV2000 Paolo Fucili, “Pace in nome di Dio. Lo spirito di Assisi tra storia e profezia (1986-2016)”, edito Tau.

Un piccolo volume, “solo” 98 pagine, ma cariche di informazioni e contenuti. Giovanni Paolo II sognava la pace, quel “valore che non ha frontiere”, tema oggi più caldo che mai. Nonostante siano passati 30 anni. In questo si rintraccia la profezia del papa polacco, che l’autore del libro sottolinea più volte tra le sue pagine.

Traendo spunto dunque dall’anniversario “tondo” di questo 2016, “Pace in nome di Dio” guarda indietro al contesto mondiale di metà anni Ottanta, racconta come l’idea di Wojtyla si sviluppò e dell’accoglienza che trovò, ricostruisce la cronaca di quel 27 ottobre, per passare quindi alle successive giornate di Assisi (1993 e 2002) che San Giovanni Paolo II volle riproporre, fino ai giorni più recenti, quando nel 2011 Benedetto XVI ripropose l'incontro di Assisi, con una formula in gran parte analoga seppur personalizzata. Infine, l'incontro di Assisi siglato Francesco, il 20 settembre 2016: nel suo discorso, il Papa ha ricordato che la “pace è santa” e firmato un appello di pace con i leader religiosi e accende con ognuno di loro un lume su un grande candelabro.

Marco Impagliazzo, Presidente della Comunità di Sant’Egidio, intervenuto alla presentazione del volume presso l’Istituto Tevere di Roma e oggetto di intervista nello stesso libro, commenta: “Siamo grati a Paolo Fucili per avere ricostruito lo 'Spirito di Assisi', per aver studiato e rintracciato il vero motivo dell’istituzione della Giornata Mondiale di preghiera per la pace di Giovanni Paolo II: cioè quello di riprendere in mano la bandiera della pace, di ricordare che il messaggio fondamentale di ogni religione è la pace”.

Nel libro si evidenzia anche un aspetto importante e profondo del pensiero di San Giovanni Paolo II: ogni religione certamente pregava per suo conto, ma l’importante era comunque “pregare insieme”.  “Lo spirito di Assisi – continua Impagliazzo – evita che i leader religiosi si isolino. Vuole proprio evitare l’isolazionismo. Il vero tema che ci può aiutare a far diventare il mondo migliore, nel tempo della terza guerra mondiale a pezzi, è proprio quello suscitato dallo Spirito di Assisi. È un’immagine di cui il mondo ha bisogno, per credere che un altro mondo è possibile, in un momento in cui la guerra sta tornando ad essere molto popolare”.

Conclude l’autore Paolo Fucili alla presentazione: “ Quello che colpisce di Giovanni Paolo II è l’audacia del gesto. Ma è un’audacia calcolata, non un salto del vuoto. Tra la sterminata bibliografia in materia di Wojtyla non c’è saggio o biografia che non menzioni Assisi’86 come pietra miliare del suo pontificato stesso”.

 

 

Ti potrebbe interessare