Padre Arrupe, in Vicariato il via ufficiale alla causa di beatificazione

Padre Pedro Arrupe SJ
Foto: Wikicommons pubblico dominio
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Oggi pomeriggio, presso il Vicariato di Roma, si aprirà la Sessione dell’inchiesta diocesana, per la causa di beatificazione del Servo di Dio Pedro Arrupe (1907-1991).

Ricordare questo testimone del Vangelo è tenere presente l'immagine di uno dei successori di Sant'Ignazio di Loyola che, con il suo esempio, ha offerto un contributo, spirituale ed efficace, di particolare rilievo, alla vita dei cattolici.

Basco, gesuita e ventottesimo successore del Pellegrino di Manresa, con il suo operato si è trovato a reggere la Compagnia di Gesù, in un tempo particolare, come quello del Concilio Vaticano II. Eletto nel 1965 e dimessosi nel 1983, per gravi motivi di salute, che gli impedivano di poter svolgere la propria missione nella Compagnia e nel mondo, al suo posto venne chiamato padre Dezza, con il delicatissimo incarico di portare la Compagnia avanti, a seguito del grave stato di salute del padre generale. Questo condurrà l'Istituto, fino alla nomina del padre Peter Hans Kolvenbach (1928-2016) che succederà, temporalmente, al padre Arrupe.

Maestro dei novizi in Giappone (1945) durante la Seconda guerra mondiale e la triste esperienza di Hiroshima, ex studente di Medicina di padre Arrupe va ricordata la grande attenzione che diede alla realtà degli ultimi e dei sofferenti. Per il Preposito generale, queste due parole divennero il fondamento della propria azione pastorale, sul mondo.

Il suo lavoro ed il suo operato si inserirono in un più vasto eco ovvero quello di rivedere la vita della Compagnia, a partire dal quotidiano svolgersi dei propri rapporti. A lui si deve lo sforzo per l'aggiornamento delle Costituzioni di Sant'Ignazio e del lavoro di adeguamento della Compagnia di Gesù, ai Decreti del Concilio Vaticano II.

Di lui rimane il ricordo di un messaggero di speranza e di giustizia ,nella realtà, storica e sociale, in continua evoluzione.

E ieri, alla presenza del Presidente della Repubblica Mattarella, i Gesuiti hanno inaugurato il centro d'accoglienza per rifugiati “Matteo Ricci”. A nome del Papa presente il gesuita Michael Czerny, sottosegretario della sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero vaticano per lo Sviluppo integrale. “Rammaricato per la mancanza di finanziamenti pubblici per i migranti vulnerabili che necessitano di un posto in questa struttura, il Papa dona oggi anche il necessario per il primo mese di attività del Centro”, ha detto il religioso gesuita.

 

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