Padre Pio, gli omaggi di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI

Benedetto XVI prega davanti alle spoglie di San Pio da Pietrelcina
Foto: ©EMANUELA DE MEO/CPP
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Un aspetto essenziale del sacerdozio "ravvisabile nella vita di padre Pio, è l’offerta che il sacerdote fa di se stesso, in Cristo e con Cristo, come vittima di espiazione e di riparazione per i peccati degli uomini". Così nel maggio 1987 Papa Giovanni Paolo II parlava di Padre Pio a San Giovanni Rotondo, primo Pontefice a rendere omaggio al futuro santo francescano che lui stesso avrebbe canonizzato nel 2002.

"Questa offerta - sottolineava Giovanni Paolo II - deve raggiungere la sua massima espressione nella celebrazione del sacrificio eucaristico. E chi non ricorda il fervore col quale padre Pio riviveva, nella Messa, la passione di Cristo? Da qui la stima che egli aveva della Messa - da lui chiamata un ministero tremendo - come momento decisivo della salvezza e della santificazione dello uomo mediante la partecipazione alle sofferenze stesse del Crocifisso. C’è nella Messa - diceva - tutto il Calvario. La Messa fu per lui la fonte ed il culmine, il perno ed il centro di tutta la sua vita e di tutta la sua opera". 

Ricordando la figura di Padre Pio, Papa Wojtyla ne ha tratteggiato l'impegno "nella direzione spirituale, prodigandosi nell’aiutare le anime a scoprire ed a valorizzare i doni e i carismi, che Dio concede come e quando vuole nella sua misteriosa liberalità". 

"Sappiamo bene - concludeva Giovanni Paolo II -  quel che ha fatto padre Pio: quanto vivo fosse il suo senso di giustizia e di misericordia, la sua compassione verso i sofferenti, e quanto fattivamente si impegnasse per loro, con l’aiuto di validi e generosi collaboratori. Voglio ringraziare con voi il Signore per averci donato il caro padre, per averlo donato, in questo secolo così tormentato, a questa nostra generazione. Nel suo amore a Dio e ai fratelli, egli è un segno di grande speranza e tutti invita, soprattutto noi sacerdoti, a non lasciarlo solo in questa missione di carità". 

22 anni dopo è Papa Benedetto XVI a recarsi a San Giovanni Rotondo. Padre Pio è Santo, canonizzato dal futuro San Giovanni Paolo II.

Benedetto XVI usa parole piene di ammirazione per San Pio. "Le stigmate, che lo segnarono nel corpo - ebbe a dire - lo unirono intimamente al Crocifisso-Risorto. Autentico seguace di san Francesco d'Assisi. Padre Pio conservò i propri doni naturali, e anche il proprio temperamento, ma offrì ogni cosa a Dio, che ha potuto servirsene liberamente per prolungare l'opera di Cristo: annunciare il Vangelo, rimettere i peccati e guarire i malati nel corpo e nello spirito. Rimanendo unito a Gesù, egli ha avuto sempre di mira la profondità del dramma umano, e per questo si è offerto e ha offerto le sue tante sofferenze, ed ha saputo spendersi per la cura ed il sollievo dei malati, segno privilegiato della misericordia di Dio, del suo Regno che viene, anzi, che è già nel mondo, della vittoria dell'amore e della vita sul peccato e sulla morte. Guidare le anime e alleviare la sofferenza: così si può riassumere la missione di san Pio da Pietrelcina".

"Come tutti i grandi uomini di Dio - concluse Benedetto XVI - Padre Pio era diventato lui stesso preghiera, anima e corpo. Le sue giornate erano un rosario vissuto, cioè una continua meditazione e assimilazione dei misteri di Cristo in unione spirituale con la Vergine Maria. Si spiega così la singolare compresenza in lui di doni soprannaturali e di concretezza umana. E tutto aveva il suo culmine nella celebrazione della santa Messa: lì egli si univa pienamente al Signore morto e risorto. Dalla preghiera, come da fonte sempre viva, sgorgava la carità. L'amore che egli portava nel cuore e trasmetteva agli altri era pieno di tenerezza, sempre attento alle situazioni reali delle persone e delle famiglie. Specialmente verso i malati e i sofferenti nutriva la predilezione del Cuore di Cristo, e proprio da questa ha preso origine e forma il progetto di una grande opera dedicata al sollievo della sofferenza. Non si può capire né interpretare adeguatamente tale istituzione se la si scinde dalla sua fonte ispiratrice, che è la carità evangelica, animata a sua volta dalla preghiera".

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