Papa: "Chiediamo a Dio il dono di una fede grande per diventare strumenti di misericordia"

Papa Francesco, Udienza Generale Settembre
Foto: Daniel Ibanez/ACI Group
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“Entrare profondamente nel mistero di Gesù per cogliere la sua bontà e misericordia”. Queste parole sono il filo conduttore della prima Udienza Generale del mese di Settembre di Papa Francesco. Una giornata nuvolosa, che comunque non ha arrestato l’arrivo dei tanti fedeli in Piazza San Pietro.

Il Papa commenta un brano del Vangelo di Matteo: “Giovanni Battista manda i suoi discepoli da Gesù, mentre lui era in carcere, e gli chiede se è lui quello che deve venire o dobbiamo aspettare un altro. Era proprio nel momento del buio, attendeva con ansia il Messia e nella sua predicazione lo aveva descritto a tinte forti, come un giudice”.

Ma la risposta di Gesù sembra a prima vista non corrispondere alla richiesta del Battista, e il Papa aggiunge: “Gesù, infatti, dice: “Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!”. Questa è la risposta di Gesù. Qui diventa chiaro l’intento del Signore Gesù: Egli risponde di essere lo strumento concreto della misericordia del Padre, che a tutti va incontro portando la consolazione e la salvezza, e in questo modo manifesta il giudizio di Dio”.

Francesco ricalca come il messaggio che la Chiesa riceve da questo racconto è la missione di Dio “che non ha mandato Gesù nel mondo per punire i malvagi, ma a loro è rivolto l’invito alla conversione, affinchè vedendo i segni della bontà divina, possano trovare la strada del ritorno”.

Il Papa nella sua catechesi sottolinea la differenza del concetto di giustizia tra il Battista e Gesù: “La Giustizia che il Battista poneva al centro della sua predicazione, in Gesù è misericordia”.

“Anche oggi l’uomo –ammonisce il Papa -  costruisce immagini di Dio che impediscono di gustare la sua reale presenza. Alcuni si ritagliano una fede fai da te, nei propri desideri e convinzioni. Questa fede impedisce di provocare la nostra vita e coscienza. Altri riducono Dio ad un falso idolo, per altri ancora Dio è solo un rifugio psicologico in cui essere rassicurati in momenti difficili, è una fede ripiegata su se stessa. Altri considerano Gesù solo un buon maestro. Infine c’è chi soffoca la fede in un rapporto puramente intimistico con Gesù annullando la sua spinta missionaria”.

Da qui la conclusione di Francesco alla sua catechesi:“ Noi cristiani crediamo nel Dio di Gesù, il cristiano crede nel Dio di Gesù Cristo, e il suo desiderio è quello di crescere nell’esperienza viva del suo mistero di amore. Impegniamoci dunque a non frapporre alcun ostacolo all’agire misericordioso del Padre, ma domandiamo il dono di una fede grande per diventare segni e strumenti di misericordia”.

Prima dei saluti il Papa nomina Santa Madre Teresa e a lei chiede a tutti di rivolgersi: "Cari giovani, diventate come lei veri artigiani di misericordia, cari ammalati sentite la sua vicinanza compassionevole e voi cari sposi novelli siate generosi e invocatela perché non manchi mai nelle famiglie la cura e l’attenzione per i più deboli".

Nel corso dell’Udienza di oggi EWTN Deutschland ha portato al Papa, per la benedizione, l’immagine di Madre Angelica che sarà collocata nel nuovo ufficio appena inaugurato in Colombia.

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