Papa: “Rispondere agli assalti del demonio con le opere di Dio”

Papa Francesco riceve i familiari delle vittime dell'attentato di Nizza
Foto: Daniel Ibanez/ ACI Group
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“Desidero condividere il vostro dolore, un dolore che si fa ancora più forte quando penso ai bambini, persino a intere famiglie, la cui vita è stata strappata all’improvviso e in modo così drammatico. A ciascuno di voi assicuro la mia compassione, la mia vicinanza e la mia preghiera”. Papa Francesco accoglie con queste parole i familiari delle vittime dell’attentato di Nizza avvenuto il 14 luglio scorso. L’Udienza si è svolta in Aula Paolo VI.

Era la festa nazionale francese quando un uomo alla guida di un autocarro, ha volontariamente investito in velocità la folla che assisteva ai festeggiamenti pubblici nei pressi della promenade des Anglais. L’attacco provocò la morte di 86 persone, tra cui 10 bambini.

“Possa la certezza della vita eterna – afferma il Papa - che appartiene anche a credenti di altre religioni, esservi di consolazione nel corso della vita, e costituire un forte motivo di perseveranza per continuare con coraggio il vostro cammino quaggiù”.

Francesco poi assicura il suo pensiero e la sua vicinanza anche a chi non ha potuto raggiungere Roma per questo appuntamento: “Non dimentico tutti coloro che per questo non sono potuti venire  o sono ancora in ospedale. La Chiesa vi resta vicina e vi accompagna con immensa compassione”.

“Il dramma che ha conosciuto la città di Nizza – dice il Papa - ha suscitato dappertutto significativi gesti di solidarietà e di accompagnamento. Ringrazio tutte le persone che, immediatamente, hanno dato soccorso alle vittime, o che fino ad oggi, e di certo ancora a lungo, si dedicano a sostenere e accompagnare le famiglie”. Il pensiero del Pontefice  è per il Vescovo della diocesi di Nizza André Marceau, ma anche ai servizi di assistenza e al mondo associativo, in particolare all’associazione Alpes-Maritimes Fraternité, presenti tutti all’Udienza.

Conclude Francesco: “Stabilire un dialogo sincero e relazioni fraterne tra tutti, in particolare tra quanti confessano un Dio unico e misericordioso, è una urgente priorità che i responsabili, sia politici sia religiosi, devono cercare di favorire e che ciascuno è chiamato ad attuare intorno a sé. Quando la tentazione di ripiegarsi su sé stessi, oppure di rispondere all’odio con l’odio e alla violenza con la violenza è grande, un’autentica conversione del cuore è necessaria. E’ questo il messaggio che il Vangelo di Gesù rivolge a tutti noi. Si può rispondere agli assalti del demonio solo con le opere di Dio che sono perdono, amore e rispetto del prossimo, anche se è differente”.

L'omaggio per il Papa da parte delle famiglie delle vittime sono stati 86 fiori, colorati e diversi, come le vittime coinvolte nell'attentato, di diverse nazionalità e culture.

Francesco al termine dell'udienza ha salutato tutti i presenti e ha donato carezze e abbracci di conforto ai familiari che hanno perso nella violenta strage chi un padre, chi una madre, un marito, una moglie e chi un figlio.

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