Papa Francesco ai magistrati vaticani, chiamati a testimoniare la missione della Chiesa

L'apertura dell' Anno Giudiziario dei tribunali dello Stato della Città del Vaticano, presente anche Mario Draghi

La udienza per l'Apertura dell' Anno Giudiziario
Foto: Vatican Media
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Per il secondo anno a causa della pandemia l’apertura dell’ Anno giudiziario civile dello Stato della Città del Vaticano avviene in forma di udienza con il Papa.

Francesco nell’Aula delle Benedizioni, ha incontrato giudici e avvocati e alcune personalità italiane che collaborano con la giustizia vaticana, e il primo ministro italiano Mario Draghi che il Papa ha salutato. Si tratta del primo incontro ufficiale da quando Draghi è capo del Governo italiano. 

Il Promotore di Giustizia, l’avvocato Gian Piero Milano ha introdotto l’udienza con una rapida sintesi dell’attività del 2020. Si è concentrato soprattutto sulle attività legate ai reati finanziari, segno di “una evoluzione del sistema che, in esecuzione di una più ampia e lungimirante opera di riforma, si dimostra, dal punto di vista della politica sanzionatoria, al passo con i tempi ed in via di crescente adeguamento agli standard internazionali; tutto ciò in un attento, coerente equilibrio tra la propria intima natura e identità e la solidale azione di cooperazione a livello sovranazionale, sollecitata da Papa Francesco sin dall’inizio del Suo pontificato”.

Il Papa ha risposto confermando che le modifiche normative  degli ultimi tempi “potranno trarre più proficua incisività nella misura in cui verranno accompagnate da ulteriori riforme in ambito penale, soprattutto per il contrasto e la repressione dei reati finanziari, e dalla intensificazione delle altre attività volte a rendere più agevole e spedita la cooperazione internazionale tra organi investigativi vaticani e omologhi istituti di altre nazioni, come pure dalle iniziative assunte dalla Polizia giudiziaria del nostro Stato”.

Per Papa Francesco “appare ormai indilazionabile individuare e introdurre, mediante apposite norme o protocolli di intesa, nuove e più incisive forme di cooperazione, così come viene sollecitato da Istituzioni di vigilanza dei mercati finanziari attive in ambito internazionale. In tale ambito auspico che si possa giungere presto ad una interlocuzione al competente livello, al fine di rendere più sollecita ed efficace la collaborazione. I risultati ad oggi conseguiti incoraggiano a proseguire nell’opera intrapresa, per superare prassi non sempre rispondenti alle esigenze di tempestività richieste dalle dinamiche investigative”.

Inoltre il Pontefice chiede che “nel sistema processuale vigente emerga l’uguaglianza tra tutti i membri della Chiesa e la loro pari dignità e posizione, senza privilegi risalenti nel tempo e non più consoni alle responsabilità che a ciascuno competono nell’edificazione della Chiesa. Ciò richiede solidità di fede e coerenza di comportamenti e di azioni.

In quest’ottica e con questi fini, il fatto di essere marginali nelle dinamiche delle relazioni economiche non ci esime, sia come comunità di fedeli sia come singoli, da un peculiare dovere di testimonianza. Siamo chiamati a testimoniare, concretamente e in modo credibile, nei rispettivi ruoli e compiti, l’immenso patrimonio di valori che caratterizza la missione della Chiesa, il suo essere “sale e luce” nella società e nella comunità internazionale, soprattutto nei momenti di crisi come quello attuale.”

Il Promotore di Giustizia aveva anche segnalato che: “l’attività giudiziaria nell’anno appena trascorso si è dovuta addentrare, soprattutto nell’ambito inquirente, in percorsi e contesti inediti, superando difficoltà, e talora resistenze “di apparato”, peraltro consentanee con un’ottica di risalente e per certo verso comprensibile “autoconservazione””.

Non si è parlato della pubblicazione del Codice Penale Vaticano avvenuta quest’anno e che si attendeva dalla nascita dello Stato. 

 

Per approfondire i testi delle leggi sui temi finanziari  e penali 

 

 

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