Papa Francesco alla Porziuncola incontra alcuni tra rifugiati e poveri di Assisi

Suor Elisa Carta
Foto: AA/ ACI Stampa
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Un incontro tra il Papa con i poveri della diocesi di Assisi e i rifugiati. L'idea è stata di Suor Elisa Carta, direttrice diocesana della Caritas di Assisi. Oggi incontrerà Papa Francesco alla Porziuncola e gli farà conoscere 15 tra i poveri di Assisi e rifugiati provenienti da varie parti povere del mondo. Suor Elisa conta su un abbraccio, un saluto, un sorriso da parte di Papa Francesco per i suoi ragazzi sfortunati che, da anni, cura e segue instancabile con amore. ACI Stampa l'ha incontrata ad Assisi.

Suor Elisa, qual è il suo impegno?

Io sono Suor Elisa, appartengo alla famiglia Francescana e mi occupo principalmente di poveri. Sono il direttore diocesano della Caritas di Assisi, Gualdo Tadino e Nocera Umbra. In Africa, in Italia, l'oggetto del mio lavoro sono sempre stati i poveri.

Oggi è una giornata speciale per Assisi, Papa Francesco è qui in visita alla Porziuncola. E per lei Suor Elisa è altrettanto speciale, può spiegare perchè?

E' sempre un'emozione grande incontrare il Papa, l'ho visto e conosciuto personalmente più volte. Oggi sono accompagnata da 15 dei miei fratelli che vengono da diversi paesi dove c'è la guerra, ma anche dai poveri della nostra città. Io sarò con loro, farò corpo con loro e in qualche modo abbraccio loro per presentarli al Papa.

Ci sarà un saluto?

Io spero, siamo ben posizionati, speriamo in un saluto. Questi poveri devono avere un posto di privilegio, in prima fila.

Il concetto di Indulgenza. Sono 800 anni dal Perdono di Assisi di Francesco, cosa è cambiato?

L'indulgenza per me significa un perdono sovrabbondante. Questa è l'indulgenza dei poveri, cosi la chiamava Francesco. Non è legata all'obolo o a pellegrinaggi lunghi e costosi: basta entrare nella Porziuncola con il desiderio di convertirsi e cambiare vita. E il Signore è grande nella sua misericordia verso di noi, noi diventiamo cosi misericordiosi per gli altri. Perdono ricevuto, ma che siamo chiamati anche a dare.

 

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