Papa Francesco alle monache: "Obbedienza, coraggio e carità antidoto alla mondanità"

In Madagascar il Papa ha parlato a braccio alle monache contemplative

Papa Francesco con le monache del Madagascar
Foto: Edward Pentin - ACI Group
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“Vi daranno il testo scritto per leggerlo e meditarlo, adesso vorrei parlarvi dal cuore”.  Così il Papa salutando le monache contemplative del Madagascar riunite nel convento delle Carmelitane Scalze di Antananarivo, in occasione della recita dell’Ora Media.

“La lettura - ha detto Francesco parlando a braccio - iniziava con un appello al coraggio e per seguire il Signore ci vuole coraggio anche se il lavoro più pesante lo fa Lui. Ho una immagine in mente: quella tarda serata, due suore, una giovane e una vecchia che camminavano. La vecchietta non poteva quasi camminare, era quasi paralitica e la giovane cercava di aiutarla ma la vecchietta si innervosiva… La malattia l’aveva fatta un po’ nevrotica ma la giovane col sorriso la accompagnava e alla fine arrivarono al refettorio. Una giovane avrebbe avuto voglia di mandarla al passeggio, invece la giovane no. Questa non è una favola. E’ una storia vera. E’ la storia di Santa Teresa del Bambino Gesù e riflette un pezzo della vita comunitaria: fa vedere lo spirito di come si può vivere la vita comunitaria, con carità nelle piccole e grandi cose. Una giovane potrebbe aver pensato di lamentarsi dalla priora…L’obbedienza vuole questo e con la forza dell’obbedienza si fa. So che voi siete qui per essere vicine al Signore, cercando la via della perfezione che si trova in questi piccoli passi di carità e amore sulla strada dell’obbedienza. Piccoli passi che sembrano niente, sono piccoli fili che “imprigionano” Dio. Sono corde di amore, i piccoli atti quotidiani di carità. Il coraggio di fare i piccoli passi, nella mia piccolezza Dio è felice e fa la salvezza del mondo. Se vuoi cambiare il monastero e salvarti con Gesù, comincia con piccoli atti di amore e di rinuncia”.

“Tornando alla storia di Santa Teresa - ha proseguito - una sera dal coro al refettorio Teresa sentì la musica di festa e di ballo e pensò a una festa dove i giovani ballavano e sentì qualcosa dentro di lei, e subito disse al Signore che mai avrebbe cambiato per quella festa mondana un gesto  di carità verso la suora anziana. La mondanità vi arriverà in forme nascoste, sappiate discernere con la madre superiora, con il capitolo, queste voci mondane non entrino in clausura. Quando vengono pensieri mondani, pensa invece ai piccoli atti di amore che salvano il mondo. Teresa preferì la consorella vecchia alla mondanità, Ognuna di voi per entrare in convento ha lottato e vinto lo spirito mondano, il peccato, il diavolo… Il giorno che sei entrata in convento il diavolo ha perso un’anima ma poi con pazienza il demonio torna e quando vede un’anima bella ha voglia di entrare e non fa rumore, entra educatamente dentro al tuo cuore e quando te ne accorgi è tardi. Il tentatore non vuole essere scoperto, per questo si traveste con nobiltà e educazione. Sorelle, quando sentite qualcosa di strano, parlate, scopritelo. Questo è l’aiuto della comunità, per fare un fronte unito per difendere la santità e il monastero”.

Per difendersi dalla mondanità non bastano grate e tende, serve la preghiera. E Teresa - ha concluso Papa Francesco - quando sentiva qualcosa dentro, parlava con la priora. Ricordate che per voi la priora è Gesù. Parlate in capitolo, ma la priora è come Gesù per voi. Sempre la trasparenza del cuore, parlando si vince. Teresa sapeva che la sua priora non l’amava, ci andava lo stesso a parlare. Bisogna riconoscere che non tutte le priore sono il Nobel della simpatia… La via dell’obbedienza però è quella dell’amore. Teresa si ammalò e poco a poco le sembrava di aver perso la fede, aveva saputo congedare il demonio e al momento della morte non sapeva come fare, l’oscurità degli ultimi giorni della vita… fino alla fine dovremo lottare, lei pensava di aver perso la fede e chiamava le suore perchè le dessero acqua santa. La lotta in monastero è fino alla fine. Ma è bella perché in questa lotta quando è vera non si perde la pace. Il Papa è folcloristico perché ci ha parlato come delle bambine… Magari lo foste tutte nello spirito con quella dimensione di fanciullezza che il Signore ama tanto. Teresa ora accompagna un vecchio, lei è una amica fedele, vi ho parlato della mia esperienza con una santa. Andate avanti con coraggio”.

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