Papa Francesco: “Caritas è aiuto, servizio, ed esperienza di comunione”

La messa del Papa per la apertura della Assemblea di Caritas Internationalis
Foto: CTV
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La Caritas “non è il capo di tutte,” ma è “soltanto aiuto, servizio ed esperienza di comunione.” L’ammonimento di Papa Francesco arriva al termine dell’omelia alla Messa che tiene all’inizio dell’Assemblea Generale di Caritas Internationalis. Una omelia in cui il Papa non nega i benefici effetti della Caritas. Ma chiede all’organizzazione – ombrello della carità della Chiesa di essere più presente e viva nelle parrocchie. Nello spirito del motu proprio con cui Benedetto XVI riformò Caritas Internationalis nel 2012.

“La Caritas di ciascuna chiesa particolare, anche la più piccola, è sempre la stessa. Non ci sono Caritas grandi e Caritas piccole,” dice Papa Francesco. E aggiunge: “Chiediamo al Signore la grazia di capire la vera dimensione della Caritas, la grazia di non cadere nell’inganno di credere che un centralismo ben organizzato sia la strada, la grazia di capire che Caritas è sempre in periferia, in ciascuna Chiesa particolare, e la grazia di credere che Caritas centro è soltanto aiuto, servizio, ed esperienza di comunione, ma non è il capo di tutte.”

Il Papa riconosce che “Caritas è ormai una grande Confederazione, riconosciuta ampiamente anche nel mondo per le sue realizzazioni.” Ma aggiunge che “Caritas è Chiesa in moltissime parti del mondo, e deve trovare ancora più diffusione anche nelle diverse parrocchie e comunità, per rinnovare quanto è avvenuto nei primi tempi della Chiesa.”

Sottolinea il Papa che “la radice di tutto il vostro servizio sta proprio nell’accoglienza, semplice ed obbediente, di Dio e del prossimo. Questa è la radice: se si toglie questa radice, Caritas muore.” Il Papa chiede a Caritas di andare nel mondo, servire “il nome di Cristo che avete incontrato e che incontrate in ogni fratello e sorella a cui vi fate vicini; e proprio per questo si evita di ridursi ad una semplice organizzazione umanitaria.”

Afferma il Papa che “insieme a tanti altri organismi di carità della Chiesa, Caritas rivela dunque la forza  dell’amore cristiano e il desiderio della Chiesa di andare incontro a Gesù in ogni persona, soprattutto quando è povera e soffre. Questo e’ il cammino che abbiamo davanti e con questo 

orizzonte auspico che possiate svolgere i lavori di questi giorni". 

Le meditazioni del Papa sono state articolate sui tre concetti di Parola, Sacramento e Servizio, che “si richiamano e si alimentano a vicenda.” “Il Vangelo, annunciato e creduto – afferma il Papa -  spinge a lavare i piedi e le piaghe dei sofferenti e a preparare per loro la mensa. Semplicità dei gesti, dove l’accoglienza della Parola e del sacramento del Battesimo si accompagna all’accoglienza del fratello, quasi si trattasse di un unico gesto". 

Per il Papa, è lì il centro dei cristiani che scelgono la via di Gesù, e perciò “tutte le nostre strategie e pianificazioni restano vuote se non portiamo in noi questo amore. Non il nostro amore, ma il suo. O meglio ancora, il nostro purificato e rafforzato dal suo. E così si può servire tutti e preparare la tavola per tutti."

E come si prepara la tavola per l’Eucarestia, Caritas prepara tante tavole per chi ha fa fame. “In questi mesi – dice - avete svolto la grande campagna ‘Una famiglia umana, cibo per tutti’. Tanta gente aspetta anche oggi di mangiare a sufficienza. Il pianeta ha cibo per tutti, ma sembra che manchi la volontà di condividere con tutti. Preparare la tavola per tutti, e chiedere che ci sia una tavola per tutti. Fare quello che possiamo perché tutti abbiano da mangiare, ma anche ricordare ai potenti della terra che Dio li chiamerà a giudizio un giorno, e si manifesterà se davvero hanno cercato di provvedere il cibo per Lui in ogni persona (cfr Mt 25,35) e se hanno operato perché l’ambiente non sia distrutto, ma possa produrre questo cibo."

Papa Francesco ha anche ricordato i cristiani perseguitati, che pagano la loro fedeltà a Cristo con la vita. "Pensando alla tavola dell’Eucaristia, non possiamo dimenticare quei nostri fratelli cristiani che sono stati privati con la violenza sia del cibo per il corpo sia di quello per l’anima: sono stati cacciati dalle loro case e dalle loro chiese, a volte distrutte. Rinnovo l’appello a non dimenticare queste persone e queste intollerabili ingiustizie."

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