Papa Francesco chiede di promuovere un "giornalismo di pace”

Papa Francesco Udienza ai giornalisti di Telepace
Foto: Vatican Media / ACI Group
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Tre impegni per la comunicazione cattolica: essere antenne di spiritualità, educare i giovani alla scuola del Vangelo, essere narratori che non cadono nel pettegolezzo.

Papa Francesco li ha ribaditi in occasione dell’Udienza concessa a dipendenti e collaboratori di Telepace, emittente cattolica che compie 40 anni di vita.

Papa Francesco ha chiesto a tutti di essere attenti “soprattutto verso i poveri, gli ultimi, gli esclusi”. “Non dimenticatevi mai di loro, dei poveri della porta accanto”, sottolinea il Papa.

Il Pontefice ha ricordato l’impegno di Telepace per l’assistenza ai condannati a morte. Inoltre “educare i giovani alla scuola del Vangelo significa, anzitutto, essere testimoni dell’unica Parola che salva. La vostra comunicazione sia in uscita, per porsi in dialogo e, prima ancora, in ascolto dei giovani. Ricordiamoci: il Vangelo chiede di osare!”

Infine nella comunicazione occorre combattere il malcostume del pettegolezzo “che ogni giorno insidia la comunità umana, seminando invidia, gelosia e bramosia di potere. Si può, perfino, uccidere una persona con quest’arma, sia impugnandola, ovvero costruendo pettegolezzo, sia passandola di mano, quando si presta ascolto prolungando la vita alla menzogna e alla delazione”.

Il Papa chiede un “giornalismo di pace”: “Il Signore vi aiuti a non tradire mai l’obiettivo che portate impresso nel nome: Tele-pace. Ad essere sempre televisione della pace, che è dono di Dio ed è conquista umile e costante dell’umanità. Il vostro logo è la colomba che porta nel becco un ramoscello d’ulivo. Vi auguro di essere, ogni giorno, colombe di pace e di volare nell’etere con le due ali della preghiera e della carità”.

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