Papa Francesco conferma e amplia la pastorale della Anglicanorum coetibus

Una celebrazione dell' Ordinariato Anglicano
Foto: www.walsinghamanglican.org.uk
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Dieci anni fa Benedetto XVI con la Anglicanorun coetibus sanciva un grande passo per la fine dello scisma anglicano. A distanza di dieci anni dalla promulgazione della Costituzione apostolica, Papa Francesco ha approvato la versione riveduta delle Norme complementari, decise dalla Congregazione per la Dottrina della fede, a firma del prefetto, il cardinale Luis Francisco Ladaria Ferrer, e del segretario, l'arcivescovo Giacomo Morandi.

Un aggiornamento dopo dieci anni di cammino che mette in a punto alcune pratiche rafforza la attività dell’ Ordinariato.

Nel prossimo novembre questi dieci anni di cammino saranno esaminati in un convegno internazionale alla Pontificia Università Gregoriana.

Due in particolare i punti da sottolineare in questo aggiornamento normativo. Una conferma della Pastoral Provision voluta nel 1980 da Giovanni Paolo II per permettere ad anglicani ed episcopaliani negli Stati Uniti di entrare in piena comunione con la Chiesa Cattolica. La Pastoral Provision permetteva ai vescovi diocesani di istituire parrocchie personali per gli ex-anglicani che utilizzano forme liturgiche con alcuni elementi della liturgia anglicana.

Oggi tutto questo diventa parte della pastorale dell’ Ordinariato.

Si chiarisce anche che i candidati al sacerdozio potranno riceve una formazione particolare in qualunque seminario e che la celebrazione liturgica pubblica secondo Divine Worship è “limitata agli Ordinariati Personali” stabiliti con la Costituzione apostolica Anglicanorum coetibus, che qualunque prete incardinato nell’ Ordinariato può celebrare secondo Divine Worship, anche nelle parrocchie non dell’ Ordinariato con il permesso del rettore o del parroco. E se serve qualsiasi sacerdote può celebrare secondo Divine Worship per i membri dell’Ordinariato e concelebrare secondo Divine Worship.

 

Infine i fedeli battezzati validamente, ma non cattolici, possono entrano nella piena comunione con Roma tramite la missione dell’ Ordinariato.

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