Papa Francesco e il Presidente di Israele un colloquio per la pace

Il Papa e il presidente
Foto: Kobi Gideon / FB
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Due uomini che cercano la pace. Papa Francesco e il presidente israeliano Reuven Rivlin si sono incontrati oggi per la seconda volta in Vaticano.

L’incontro è stato particolarmente caloroso. “È un grande piacere rivedere sua Santità” ha detto il presidente alla prima stretta di mano. Un colloquio privato di 35 minuti con due traduttori.

Papa Francesco si è intrattenuto con la moglie del presidente che è in sedia a rotelle. Colloqui si sono svolti- come si legge nella nota ufficiale dell Snata Sede- nell’approssimarsi del venticinquesimo anniversario dell’allacciamento delle relazioni diplomatiche, sono stati evocati i positivi rapporti tra la Santa Sede e lo Stato d’Israele e, per quanto riguarda le Autorità statali e le comunità cattoliche locali, si è auspicato il raggiungimento di intese adeguate in merito ad alcune questioni di comune interesse. Si è quindi richiamata l’importanza di costruire maggiore fiducia reciproca in vista della ripresa dei negoziati tra Israeliani e Palestinesi per raggiungere un accordo rispettoso delle legittime aspirazioni dei due Popoli, e si è parlato della questione di Gerusalemme, nella sua dimensione religiosa ed umana per ebrei, cristiani e musulmani, nonché dell’importanza di salvaguardare la sua identità e la sua vocazione di Città della Pace. Infine, ci si è soffermati sulla situazione politica e sociale nella Regione, segnata da diversi conflitti e dalle conseguenti crisi umanitarie. In tale contesto, è stata rilevata l’importanza del dialogo fra le varie comunità religiose al fine di garantire la convivenza pacifica e la stabilità”.

Poi lo scambio dei regali. Il Presidente ha portato una scultura tridimensionale realizzata da una scuola d’arte israeliana della città vecchia di Gerusalemme con le quattro diverse zone: “Si può dividere, ma anche unire”, ha detto Rivlin.

Papa Francesco ha donato il medaglione del deserto e  del grano: “il grano può crescere anche nel deserto” e "questo deserto di inimicizia può trasformarsi in grano di amicizia”, ha  spiegato il Papa

Revlin ha aggiunto: "noi dal nord abbiamo portato l’acqua e il deserto è diventato un giardino fiorito”.

 

 

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