Papa Francesco e lo sport: "Avere talento è una responsabilità"

"Nello sport non basta avere talento per vincere: occorre custodirlo, plasmarlo, allenarlo, viverlo come l’occasione per inseguire e manifestare il meglio di noi"

Il Papa riceve AS Roma e San Lorenzo de Almagro, 2016
Foto: Vatican Media / ACI Group
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"Non basta sognare il successo, occorre svegliarsi e lavorare sodo. È per questo che lo sport è pieno di gente che, col sudore della fronte, ha battuto chi era nato con il talento in tasca. I poveri hanno sete di riscatto: offri loro un libro, un paio di scarpette, una palla e si mostrano capaci di gesta impensabili. La fame, quella vera, è la motivazione più formidabile per il cuore: è mostrare al mondo di valere, è cogliere l’unica occasione che ti danno e giocartela".

Ad esprimere chiaramente questo concetto sullo sport è Papa Francesco, in una intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, firmata da Pier Bergonzi, con l’aiuto di don Marco Pozza. Un' intervista lunga, composta da 30 domande, tutta incentrata sullo sport, sul valore del gioco di squadra, sulla vita dei campioni che sono da esempio per grandi e piccini.
L'intervista è stata concessa dal Pontefice nella residenza di Casa Santa Marta. Il Papa racconta il suo amore per lo sport di base, di quando andava con suo papà alla stadio per tifare San Lorenzo.

Tanti i temi toccati, come quello del doping. da sempre una spina nel mondo dello sport in generale. "La pratica del doping nello sport non solo è un imbroglio, una scorciatoia che annulla la dignità, ma è anche volere rubare a Dio quella scintilla che, per i suoi disegni misteriosi, ha dato ad alcuni in forma speciale e maggiore”, commenta Francesco.

Papa Francesco, poi, aggiunge: "Nello sport non basta avere talento per vincere: occorre custodirlo, plasmarlo, allenarlo, viverlo come l’occasione per inseguire e manifestare il meglio di noi. La parabola di Matteo ci insegna che Gesù è un allenatore esigente: se sotterri il talento, non fai più parte della sua squadra. Dunque avere talento è un privilegio ma anche e soprattutto una responsabilità, di quelle rischiose da custodire”.
Importante nello sport è il gioco di squadra. "Gli sport di squadra assomigliano ad un’orchestra: ciascuno dà il meglio di sé per quanto gli compete sotto la sapiente direzione del maestro d’orchestra. O si gioca insieme, oppure si rischia di schiantare. E’ così che piccoli gruppi, capaci però di restare uniti, riescono a battere squadroni incapaci di collaborare assieme. C’è un proverbio d’Africa che dice che se una squadra di formiche si mette d’accordo è capace di spostare un elefante", dice ancora il Papa.

Sulle Olimpiadi 2020 di Tokyo rinviate al 2021 a causa della pandemia il Papa commenta: “Chiediamo al Signore la grazia di poterci avviare verso un anno di ripartenza di tutto. Penso, ad esempio, al dramma della mancanza di lavoro e della conseguente sempre maggiore disparità tra chi ha e chi ha perso anche quel poco che aveva”.

All’inizio dell’esperienza delle Olimpiadi, ricorda, “si prevedeva addirittura la tregua dalle guerre nel tempo delle competizioni. Ogni quattro anni, il mondo ha la possibilità di fermarsi per chiedersi come sta, come stanno gli altri, qual è il termometro di tutto".

Papa Francesco poi risponde ad una domanda su un'eventuale "enciclica sullo sport". "Apertamente no, ma tanti spunti si possono trovare nell'Enciclica Fratelli tutti. Per esempio nel 5 capitolo si legge come lo sport possa aiutare alla globalizzazione dei diritti. Ma forse anche questa nuova conversazione può definirsi l'avvio di una enciclica sullo sport!".

 

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