Papa Francesco firma i decreti che riconoscono il martirio di tre sacerdoti e una laica

Due frati cappuccini in Turchia, una prete nell'Italia del dopoguerra e una giovane che difendeva la sua castità in Brasile

Canonizzazioni in Piazza San Pietro
Foto: Aci Group
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Nuovi santi e beati le cui cause concluse sono approvate da Papa Francesco grazia alla firma dei decreti.

Tra loro diversi martiri come i Servi di Dio Leonardo Melki e Tommaso Saleh, Sacerdoti professi dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini; uccisi, in odio alla Fede, in Turchia nel 1915 e nel 1917; Entrambi libanesi, i due frati furono arrestati e torturati durante il genocidio del 1915 nel Libano. Fr. Léonard Melki rifiutò di apostatare, dopo aver nascosto il Santissimo Sacramento all’arrivo della polizia. Fu condotto nel deserto, dove fu giustiziato con il vescovo armeno, il beato Ignace Maloyan, e 415 uomini di Mardine. Dopo aver dato ospitalità ad un sacerdote armeno durante il genocidio, fr. Thomas Saleh fu arrestato e condannato a morte e deportato in pieno inverno sotto scorta di un plotone di soldati. Morì durante la strada il 18 gennaio 1917 ripetendo con coraggio: “Ho piena fi ducia in Dio, non ho paura della morte”.

C’è poi il riconoscimento del martirio del Servo di Dio Luigi Lenzini, Sacerdote diocesano; ucciso, in odio alla Fede, a Crocette di Pavullo (Italia) nella notte tra il 20 e 21 luglio 1945, durante la guerra civile in Italia, Don Luigi Lenzini, battagliero parroco di Crocette di Pavullo, fu vittima  dellle vendette sommarie compiute da frange di ex partigiani sui monti del Modenese. Venne raggiunto da un commando di almeno quattro persone nella notte del 21 luglio 1945: provò a rifugiarsi in chiesa e sul campanile, ma venne trascinato via e seviziato. Il suo cadavere fu rinvenuto in una vigna, una settimana più tardi.

Per la giovane Serva di Dio Isabella Cristina Mrad Campos, fedele Laica il martirio è come quello di Santa Maria Goretti.  Uccisa, in odio alla Fede, a Juiz de Fora (Brasile) il 1° settembre 1982. Dopo una vita normale a Barbacena, antica città coloniale dello stato del Minas Gerais, nell’aprile del 1982 si trasferì nella città di Juíz de Fora, per prepararsi al corso preparatorio per iscriversi alla facoltà di medicina. Isabella fin da subito trovò in questa nuova città un luogo in cui poter studiare, ma soprattutto pregare con raccoglimento nella chiesa del Cenacolo dove era sempre esposto il SS. Sacramento.

Il 30 agosto dello stesso anno un ragazzo aiutò Isabella a montare un armadio, il lavoro diede adito da una spiacevole discussione. Il 1°settembre il ragazzo tornò nell’appartamento per terminare il lavoro cominciato, ma in realtà era tutt’altra l’intenzione del giovane. Fin da subito tentò di approfittare della giovane ma fu respinto. La imbavagliò con pezzi di lenzuola e la legò con delle corde. I medici legali, dopo l’autopsia, attestarono che l’assassino non riuscì a violentarla. Preferì morire anziché cedere e venir meno alla virtù della castità.

C’è poi il miracolo, attribuito all’intercessione del Beato Giustino Maria Russolillo, Sacerdote, Fondatore della Società delle Divine Vocazioni e della Congregazione delle Suore delle Divine Vocazioni; nato il 18 gennaio 1891 a Pianura di Napoli (Italia) e ivi morto il 2 agosto 1955; Fu parroco di San Giorgio Martire in Pianura di Napoli dal 20 Settembre 1920 fino alla sua morte il 2 Agosto 1955. La sua vita fu spesa per i giovani chiamati da Dio ad essere sacerdoti o religiosi. Fondò il Vocazionario, un’opera dove si accolgono nella pietà e nello studio quanti mostrano segni di vocazione e non son ancora orientati verso una congregazione o una diocesi. Oltre ad essere stato fondatore e parroco, don Giustino era molto apprezzato come direttore spirituale e predicatore di ritiri.

C’è poi il miracolo, attribuito all’intercessione della Venerabile Serva di Dio Maria Lorenza Requenses in Longo, Fondatrice dell’Ospedale degli Incurabili in Napoli e delle Monache Cappuccine; nata nel 1463 circa a Lleida (Spagna) e morta a Napoli (Italia) il 21 dicembre 1539.

Un miracolo, attribuito all’intercessione della Venerabile Serva di Dio Elisabetta Czacka (al secolo: Rosa), Fondatrice della Congregazione delle Suore Francescane Ancelle della Croce; nata il 22 ottobre 1876 a Bila Tserkva (Ucraina) e morta a Laski (Polonia) il 15 maggio 1961.  La Congregazione è stata fondata nel 1918 con questo specifico scopo: assistere amorevolmente e promuovere l’inserimento dei non vedenti nella società, attraverso una preparazione non soltanto spirituale, ma anche scolastica e professionale. A Laski, vicino Varsavia, madre Elisabetta Czacka, anche lei non vedente, insieme ad alcuni collaboratori laici, aveva creato nel 1922 un grande Istituto per non vedenti, dove questi trovano accoglienza, comprensione, assistenza e ricevono anche una preparazione per la vita, confacente con il loro stato. La Congregazione ha aperto nel frattempo altre Case: due in India, dove assistono anche ragazzi poveri e non vedenti, e due case in Ucraina, dove collaborano con i Parroci del posto nella pastorale dei ragazzi e dei giovani. 

Proclamate anche le virtù eroiche del Servo di Dio Roberto Giovanni, Fratello professo della Congregazione delle Sacre Stimmate di Nostro Signore Gesù Cristo; nato il 18 marzo 1903 a Rio Claro (Brasile) e morto a Campinas (Brasile) l’11 gennaio 1994. Il fratello Roberto Giovanni è nato a Rio Claro, nel 1903. Come fratello professo ha vissuto la maggior parte della sua vita nella città di Casa Branca. Rigoroso con se stesso, traboccante d'amore per gli altri, si dedica alle faccende domestiche, al servizio parrocchiale e al Santuario di Nossa Senhora do Desterro, all'assistenza spirituale alla gente, soprattutto ai poveri e ai malati.

Nel novembre 1993 il fratello Roberto, già malato, andò a vivere a Campinas nella casa di riposo dei Padri e dei Fratelli Stimmatine. Muore l'11 gennaio 1994, all'età di 90 anni.

E infine proclamate le virtù della Serva di Dio Maria Teresa del Cuore di Gesù (al secolo: Celia Méndez y Delgado), Cofondatrice della Congregazione delle Ancelle del Divino Cuore di Gesù nata l’11 febbraio 1844 a Fuentes de Andalucía (Spagna) e morta a Siviglia (Spagna) il 2 giugno 1908. Giovane vedova di famiglia nobile si fa suora e dedica la sua vita alla carità grazie alla collaborazione con il Beato Marcello Spinola parroco della sua città natale.

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