Papa Francesco: i soli, i sofferenti i bisognosi sono tabernacoli abbandonati

Il Papa celebra il Corpus domini ad Ostia
Foto: Daniel Ibanez/ Aci Group
Previous Next
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

“L’Eucaristia è la “prenotazione” del paradiso; è Gesù, viatico del nostro cammino verso quella vita beata che non finirà mai”. Papa Francesco lo ha ricordato ai tanti fedeli che oggi ad Ostia lo hanno accolto per la celebrazione della solennità del Corpus Domini.

La messa il Papa l’ha celebrata nel piazzale davanti alla parrocchia di Santa Monica, poi la processione che ha coinvolto le parrocchie della cittadina che di fatto è un quartiere  di Roma, a portare l'Ostensorio il Vicario della diocesi di Roma.

“Gesù- ha detto il Papa-  prepara per noi la nostra casa spaziosa e vasta quaggiù, la Chiesa, dove c’è e ci dev’essere posto per tutti. Ma ci ha riservato anche un posto lassù, in paradiso, per stare insieme con Lui e tra di noi per sempre. Oltre al posto ci prepara un cibo, un Pane che è Lui stesso: «Prendete, questo è il mio corpo» (Mc 14,22). Questi due doni, il posto e il cibo, sono ciò che ci serve per vivere. Sono il vitto e l’alloggio definitivi. Entrambi ci vengono dati nell’Eucaristia”.

Ad accogliere il Papa che ha celebrato la Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, secondo il calendario liturgico della Chiesa italiana, l’Arcivescovo Angelo De Donatis, Vicario di Sua Santità per la Diocesi di Roma, i Vescovi Ausiliari e i sacerdoti delle parrocchie di Ostia. Al termine della Santa Messa la Processione con il Santissimo Sacramento attraverso alcune strade del quartiere sul litorale romano. Tra le riflessioni proposte anche un testo di Paolo VI.

“Gesù- dice il Papa- non predilige luoghi esclusivi ed escludenti. Egli ricerca posti non raggiunti dall’amore, non toccati dalla speranza. In quei luoghi scomodi desidera andare e chiede a noi di fargli i preparativi. Quante persone sono prive di un posto dignitoso per vivere e del cibo da mangiare! Ma tutti conosciamo delle persone sole, sofferenti, bisognose: sono tabernacoli abbandonati. Noi, che riceviamo da Gesù vitto e alloggio, siamo qui per preparare un posto e un cibo a questi fratelli più deboli. Egli si è fatto pane spezzato per noi; chiede a noi di donarci agli altri, di non vivere più per noi stessi, ma l’uno per l’altro”.

Un riflessione anche per il quartiere romano più volte scosso dalla violenza con il nome “ Ostia” porta, ingresso: “Signore, quali porte vuoi che ti apriamo qui? Quali cancelli ci chiami a spalancare, quali chiusure dobbiamo superare? Gesù desidera che siano abbattuti i muri dell’indifferenza e dell’omertà, divelte le inferriate dei soprusi e delle prepotenze, aperte le vie della giustizia, del decoro e della legalità. L’ampio lido di questa città richiama alla bellezza di aprirsi e prendere il largo nella vita. Ma per far questo occorre sciogliere quei nodi che ci legano agli ormeggi della paura e dell’oppressione”. 

Ed ha concluso con un riferimento alla processione: “Cammineremo con Gesù, che percorrerà le strade di questa città. Egli desidera abitare in mezzo a voi. Vuole visitare le situazioni, entrare nelle case, offrire la sua misericordia liberatrice, benedire, consolare. Avete provato situazioni dolorose; il Signore vuole esservi vicino. Apriamogli le porte e diciamogli:

Vieni, Signore, a visitarci. Ti accogliamo nei nostri cuori, nelle nostre famiglie, nella nostra città. Grazie perché ci prepari il cibo della vita e un posto nel tuo Regno. Rendici preparatori attivi, portatori gioiosi di Te che sei la via, per portare fraternità, giustizia e pace nelle nostre strade. Amen”.

Ti potrebbe interessare