Papa Francesco, i valori dello sport servono anche a contrastare la voglia di guerra

Il Papa riceve in udienza i Soci del Reale Circolo Canottieri Tevere Remo per i 150 anni di fondazione

Papa Francesco e i soci del Reale Circolo Cannottieri Tevere Remo
Foto: Vatican Media
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“È importante per ogni fascia di età, specialmente per i giovani, non fermarsi di fronte agli ostacoli della vita, ma superare le difficoltà con la tenacia, la fiducia in Dio e in sé stessi e nell’aiuto degli altri”. Papa Francesco lo ha detto ai Soci del Reale Circolo Canottieri Tevere Remo, ricevuti in occasione del 150° di fondazione.

“Nel corso degli anni, - ha detto il Papa- vi siete sforzati di proporre il vostro Circolo come palestra di formazione umana. Vi incoraggio a perseverare perché bambini, giovani e adulti possano coltivare, attraverso le varie discipline sportive, valori essenziali: l’amore per la verità e la giustizia, il rispetto del creato, il gusto della bellezza e della bontà, la ricerca della libertà e della pace”.

Il Papa ha anche ricordato il pericolo per lo sport  di “subire i condizionamenti delle logiche del profitto e dell’agonismo esasperato, che può degenerare anche in episodi di violenza. È compito anche delle realtà come la vostra testimoniare la forza morale dell’attività sportiva che, se vissuta rettamente, aiuta a stabilire buone amicizie e favorisce la costruzione di un mondo più sereno e fraterno, nel quale ci si sostiene e ci si aiuta a vicenda”.

Francesco però non dimentica la guerra in corso e dice: “non possiamo in questi giorni parlare di altre cose senza almeno ricordare, ricordare la crudeltà alla quale si può arrivare. Lo spirito sportivo, questo di amatorialità vostra, è una preparazione per non cadere in queste cose, coltivare l’amicizia umana ci prepara a non cadere in questa tragedia e pensare a quella gente che è vittima di questa tragedia”.

L’invito del Papa è ad “affrontare la gara impegnativa della vita con coraggio e onestà, con gioia e serena fiducia nel futuro, fermandovi ad aspettare pazientemente chi è più lento e fa più fatica a camminare. Affido al Signore, per intercessione di Maria, Salus Populi Romani, l’intera famiglia del Circolo Canottieri Tevere Remo”. 

Il Circolo è era nato con forte sentimenti risorgimentali da una prima idea del 1867, della “Società Ginnastica Serny”. Due giovani romani, Guglielmo Grant, possidente terriero di famiglia notabile scozzese, e Guglielmo Serny erede di in francese arrivato con Napoleone che aveva fatto fortuna con gli alberghi, carichi di ideali romantici e patriottici unitari, avevano scelto il rosso cremisi come colore sociale. 

Un giorno Grant, in pattino sotto ponte Sisto con la sua maglia cremisi attirò i ragazzi che giocavano: Un garibaldino! Dissero vedendo rosso. La Gendarmeria seguì Grant e il giorno dopo, maglia e pattino vennero sequestrati, Grant convocato dal cardinal Giacomo Antonelli, segretario di Stato sotto Pio IX. Tutto si risolse con l’invito a scegliere una casacca di un colore meno”equivoco” E così i colori delle maglie divennero bianco e celeste a righe orizzontali. Ma alla fine il cremisi venne inserito nei colori delle maglie. 

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