Papa Francesco: "Ignorare il povero è disprezzare Dio"

Papa Francesco , Udienza del Mercoledi
Foto: Daniel Ibanez, ACI Group
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"Ignorare il povero è disprezzare Dio". Durante l'udienza generale del mercoledì, Papa Francesco rinnova il suo grido in favore dei poveri, in una riflessione tutta articolata su povertà e misericordia. Tantissimi i pellegrini presenti in Piazza San Pietro, in una mattinata tipicamente primaverile. Un pensiero del Papa, durante l'Udienza, è stato rivolto anche per San Giovanni Paolo II. ll Papa ha ricordato il suo compleanno, oggi, e si è unito alla Polonia. Una grande foto del Papa Santo era posta al centro del palco nella Piazza.

Il Papa nell'Udienza Generale commenta il Vangelo di Luca, la parabola di Lazzaro e dell'uomo ricco: "La vita di queste due persone sembra scorrere su binari paralleli: le loro condizioni di vita sono opposte e del tutto non comunicanti. Il portone di casa del ricco è sempre chiuso al povero, che giace lì fuori, cercando di mangiare qualche avanzo della mensa del ricco. Questi indossa vesti di lusso, mentre Lazzaro è coperto di piaghe; il ricco ogni giorno banchetta lautamente, mentre Lazzaro muore di fame. Solo i cani si prendono cura di lui".

Il Papa rammenta quindi l'insegnamento di Gsù: "Questa scena ricorda il duro rimprovero del Figlio dell’uomo nel giudizio finale: "Ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero nudo e non mi avete vestito".

"Lazzaro - indica Papa Francesco - rappresenta il grido silenzioso dei poveri di tutti i tempi e la contraddizione del mondo che le ricchezze sono nelle mani di pochi. Ignorare il povero è disprezzare Dio".

Francesco fa notare ai presenti un particolare della parabola: "Il ricco non ha il nome, ha solo l'aggettivo, mentre quello del povero è ripetuto 5 volte e Lazzaro signifca "Dio aiuta".

"Il ricco sarà condannato pertanto non per le sue ricchezze - aggiunge il Papa -ma per essere stato incapace di sentire compassione per Lazzaro e di soccorrerlo".

Francesco poi prosegue con la seconda parte della parabola: " Rtroviamo Lazzaro e il ricco dopo la loro morte. Nell’aldilà la situazione si è rovesciata: il povero Lazzaro è portato dagli angeli in cielo presso Abramo, il ricco invece precipita tra i tormenti. Allora il ricco "alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui". Egli sembra vedere Lazzaro per la prima volta, ma le sue parole lo tradiscono: "Padre Abramo , abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma". Adesso il ricco riconosce Lazzaro e gli chiede aiuto, mentre in vita faceva finta di non vederlo. Quante volte tanta gente fa finta di non vedere i poveri,per molti i poveri non esistono".

"La misericordia di Dio verso di noi - continua il Papa -è lagata alla nostra misericordia verso il prossimo. Se io non spalanco la porta del mio cuore al povero quella porta resta chiusa, anche per Dio".

Papa Francesco conclude la sua catechesi "Poi l'uomo ricco pensa ai suoi fratelli, che rischiano di fare la stessa fine, e chiede a Lazzaro che possa tornare nel mondo ad ammonirli. Ma Abramo replica: "Hanno Mosè e i profeti, ascoltino loro". Per convertirci, non dobbiamo aspettare eventi prodigiosi, ma aprire il cuore alla Parola di Dio, che ci chiama ad amare Dio e il prossimo. La Parola di Dio può far rivivere un cuore inaridito. Il ricco la conosceva ma non l'ha ascoltata. Nessun messaggero e nessun messaggio potranno sostituire i poveri che incontriamo nel cammino, perchè in essi ci viene incontro Gesù stesso". 

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