Papa Francesco, il Signore, nascosto nelle cose di ogni giorno verrà

All' Angelus il Papa prega per le vittime della violenza in Palestina, per gli abitanti di Ischia e per gli Ucraini e le donne vittime di violenza

Papa Francesco all' Angelus
Foto: Vatican Media
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"Non dimentichiamolo mai, sempre il Signore viene, ci fa visita, si fa vicino, e ritornerà alla fine dei tempi per accoglierci nel suo abbraccio" ha ricordato oggi Papa Francesco prima della preghiera dell'Angelus, ma, domanda "come viene il Signore? E come riconoscerlo e accoglierlo?". Non viene in modo eclatante, "Dio è nascosto nelle situazioni più comuni e ordinarie della nostra vita" e viene nelle cose di ogni giorno e nelle "giornate che appaiono grigie e monotone, proprio lì c’è il Signore, che ci chiama, ci parla e ispira le nostre azioni".

Per riconoscere la sua Venuta e accoglierlo poi  si deve essere vigilanti non essere distratti "tirare a campare". 

Ecco la domanda per ognuno proposta da Papa Francesco: "sono consapevole di ciò che vivo, sono attento, sono sveglio? Cerco di riconoscere la presenza di Dio nelle situazioni quotidiane, oppure sono distratto e un po’ travolto dalle cose? Se non ci accorgiamo oggi della sua venuta, saremo impreparati anche quando verrà alla fine dei tempi. Perciò, restiamo vigilanti" e "aspettando che il Signore si avvicini perché lui c'è fra noi e passa".

Dopo la preghiera del' Angelus il Papa ha pregato per la pace in Palestina ed Israele:"Seguo con preoccupazione l’aumento della violenza e degli scontri che da mesi avvengono
nello Stato di Palestina e in quello di Israele. Mercoledì scorso due vili attentati a Gerusalemme hanno
ferito tante persone e ucciso un ragazzo israeliano; e lo stesso giorno, durante gli scontri armati a
Nablus, è morto un ragazzo palestinese. La violenza uccide il futuro, spezzando la vita dei più giovani
e indebolendo le speranze di pace. Preghiamo per questi giovani morti e per le loro famiglie, in
particolare per le loro mamme. Auspico che le autorità israeliane e palestinesi abbiano maggiormente
a cuore la ricerca del dialogo, costruendo la fiducia reciproca, senza la quale non ci sarà mai una
soluzione di pace in Terra Santa". Il pensiero va poi al senza tetto morto di freddo sotto il colonnato di piazza San Pietro, ma anche all' Ucraina: "Non stanchiamoci di dire no alla guerra, no alla violenza, sì al dialogo, sì alla pace; in particolare per il martoriato popolo ucraino. Ieri abbiamo ricordato la tragedia dell’Holodomor". Tra i diversi gruppi presenti un ricordo alla marcia contro la violenza sulle donne:"purtroppo una realtà generale e diffusa dappertutto e utilizzata anche come arma
di guerra". Una preghiera speciale per Ischia poi: "Sono vicino alla popolazione dell’Isola d’Ischia, colpita da un’alluvione. Prego per le vittime, per quanti soffrono e per tutti coloro che sono intervenuti in soccorso". Ieri il vescovo Gennaro in un messaggio aveva detto: "Ora è tempo della vicinanza, del prendersi cura, della condivisione, della prossimità. Ci sono persone ferite e sfollate, c’è chi si è visto risucchiare i suoi cari dalla furia delle acque e del fango. Essi vogliono sentire la nostra vicinanza, fatta non tante di parole, ma di gesti concreti."

 

 

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