Papa Francesco in aereo, rifugiati ecumenismo e una torta sarda per il cardinale Becciu

Papa Francesco in aereo
Foto: Massimiliano Valenti / Aci Group
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I temi sono quelli cari al Papa: ecumenismo, migranti, pace, diritti umani e rifugiati. “Credo che c’è una parola comune: incontro. È stata una giornata di incontri, variegati” ha detto Francesco per descrivere con i giornalisti nel volo di rientro le ore trascorse a Ginevra. Si è parlato di  giovani al pranzo di Bossey e di rifugiati.

Il Papa ripete quello che ha detto spesso su accoglienza e integrazione e poi parla del traffico dei migranti: “C’è il problema del traffico dei migranti e anche c’è il problema quando in alcuni casi tornano, perché devono tornare, perché devono tornare, non conosco bene i termini dell’accordo perché se ci sono le acque libiche, devono tornare, e lì io ho visto le fotografia, dei carceri, dei trafficanti. I trafficanti subito separano donne dagli uomini. Donne e bambini vanno Dio sa....Questo fanno i trafficanti”.

Ma se poco si può fare per le guerre molto si può per sconfiggere la miseria: “ Perché una cosa che senza offendere ma è la verità nell’incosciente collettivo c’è un modo brutto: Africa Va sfruttata. Questo è nell’incosciente....sono africani, terra di schiavi. E questo deve cambiare con questo piano di investimenti di educazione, di far crescere...perché il popolo africano ha tante ricchezze culturali, e hanno una intelligenza grande. I bambini sono intelligentissimi e possono con una buona educazione andare oltre...Questa sarà la strada a mezzo termine. Ma nel  momento devono mettersi d’accordo i governi per andare avanti con questa emergenza”. Per l’ America dice semplicemente che segue i vescovi locali: “ io mi schiero con loro.”

Francesco chiarisce anche la questione tutta tedesca dalla comunione per il coniuge non cattolico. : “Non è una novità nel codice di diritto canonico  è previsto quello di cui parlavano vescovo tedeschi, la comunione in casi speciali. I vescovi parlavano del problema dei matrimoni misti. Il codice dice che il vescovo della Chiesa particolare deve gestire la cosa.

I vescovi tedeschi avevano visto che non era chiaro e alcuni sacerdoti facevano cose non in accordo con il vescovo hanno voluto studiare il tema e hanno fatto uno studio che io non voglio esagerare, ma è stato lo studio di più di un anno...ben fatto. E lo studio è restrittivo, quello che i vescovi volevano è dire chiaramente quello che c’è nel codice, e io anche che l’ho letto ho pensato che era un documento restrittivo non era aprire a tutti, è una cosa ben pensata con spirito ecclesiale.

E hanno voluto farla bene pensata per la Chiesa locale, è scivolata la cosa fino lì per la conferenza tedesca e lì c’è un problema perché il codice non prevede quello, prevede il vescovo della diocesi, ma non la conferenza episcopale, perché una cosa da una conferenza episcopale subito diventa universale. Questa è stata la difficoltà della discussione, non tanto il contenuto ma questo. Hanno inviato il documento poi ci sono stati due tre incontri di dialogo e chiarimento poi l’arcivescovo Ladaria ha inviato quella lettera, ma con il mio permesso, non l’ha fatto da solo.

Io ho detto si è meglio dare un passo avanti e dire che il documento ancora non è maturo (quello diceva la lettera) e che doveva studiarsi di più la cosa. Poi c’è stata un’altra riunione e alla fine studieranno la cosa. Credo che questo sarà  un documento orientativo perché ognuno dei vescovi diocesani possa gestire quello che già il diritto canonico permette. Non c’è stata nessuna frenata, ma reggere la cosa

perché andasse per una buona strada. Quando io ho fatto la visita alla chiesa luterana di Roma è stata fatta una domanda del genere ed io ho risposto secondo lo spirito del Codice di Diritto Canonico. E quello spirito che loro cercano adesso. Forse non è stata una informazione giusta nei momenti giusti un po’ di confusione, ma questa è la cosa. La Chiesa particolare, il codice lo permette, la Chiesa locale non può perché sarebbe universale. Ma la conferenza può studiare dare linee orientative per aiutare i vescovi nel gestire i casi particolari”.

Una nota anche sulla pace e i diritti umani: “Si parla un po’ dei diritti umani, ma tanti gruppi o alcuni Paesi prendono distanza, e sì diritti umani, ma non c’è la forza, l’entusiasmo, la convinzione non dico di 70 anni fa, ma di 20 anni fa. E questo è grave, perché dobbiamo vedere le cause, ma quali sono le cause per le quali siamo arrivati a questo che oggi i diritti umani sono relativi. Anche il diritto alla pace è relativo. È una crisi dei diritti umani”.

Il Papa riprende il tema della terza guerra mondiale, “se si fa, noi sappiamo con quali armi si farà… ma se ci fosse una quarta, si farà con i bastoni perché l’umanità sarà distrutta”. E aggiunge: “ io mi domando: ma ci sono religioni di guerra? È difficile capire questo, è difficile. Ma alcuni gruppi, e io direi in quasi tutte le religioni gruppi piccoli, io un po’ semplicemente dirò fondamentalisti, che cercano le guerre… anche noi cattolici ne abbiamo qualcuno. Che cercano sempre la distruzione, no? E questo molto importante averlo sotto gli occhi”.

E conclude Francesco: “Nel movimento ecumenico dobbiamo togliere dal dizionario una parola: proselitismo. Chiaro? Non puoi avere ecumenismo con proselitismo. Tu devi scegliere: o sei con spirito ecumenico o sei un proselitista”.

Infine un dolce sardo per salutare Angelo Becciu al suo ultimo viaggio da Sostituto della Segreteria di Stato, dalla prossima settimana sarà cardinale e poi prefetto della Congregazione per le cause dei Santi: “ è l’ultimo viaggio che fa con noi, perché adesso cambierà di colore, ma non per vergogna! Vogliamo congedarlo: è la torta sarda per festeggiare!”

 

 

 

 

 

 

 

 

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