Papa Francesco in Colombia, un viaggio per rianimare la speranza

L'incontro tra Papa Francesco e il presidente colombiano Juan Manuel Santos
Foto: L'Osservatore Romano - pubblicato sul sito dell'Ambasciata di Colombia presso la Santa Sede
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Sarà un viaggio “spirituale”, per rianimare la speranza e rievangelizzazione di un Paese di tradizione cattolica che però sta vivendo una forma di disintegrazione dei valori che sono importanti per vivere la fede. Così si caratterizza la prossima visita di Papa Francesco in Colombia, di cui comincia a trapelare qualcosa del programma.

Intanto, è certo che il Papa sarà in Colombia dal 6 all'11 settembre, e sembra ormai confermato toccherà quattro città: Bogotà, Medellin, Villavicencio, Cartagena. I dettagli arriveranno dopo. Da oggi, 3 maggio, fino all’8 maggio, sarà in Colombia il comandante Domenico Giani, per un primo sopralluogo sulla sicurezza. Si decideranno i mezzi su cui si sposterà il Papa, i percorsi – il Papa andrà in aeroporto tre volte, e si sta studiando la possibilità di tre percorsi alternativi per fargli toccare tutta la città di Bogotà – e la logistica.

Il viaggio ha le caratteristiche tipiche dei viaggi cui ci ha abituato Papa Francesco: starà sempre in nunziatura, a Bogotà, e si sposterà in aereo tre volte, fino a Cartagena, che sarà la sua ultima destinazione. Da lì, partirà in Europa.

Si era parlato anche della possibilità che il Papa facesse una deviazione verso Mocoa, la città colpita da una frana di acqua, fango e detriti che ha causato più di 300 vittime. Questo però non succederà, perché sarebbe stato uno spostamento troppo lungo, e troppo complicato, considerando che il Papa vuole tornare ogni notte nello stesso letto. Insomma, il Papa sarebbe dovuto rimanere almeno un giorno in più del viaggio previsto, e comunque per arrivarvi il trasporto sarebbe stato difficoltoso e costoso, dato che non si sarebbe potuti atterrare vicino alla città, ma si sarebbe dovuto organizzare un trasporto speciale. E, in un Paese che vive la crisi, si cercano anche di mantenere i costi della visita in termini di austerità.

Il Papa arriverà nella serata del 6 settembre a Bogotà, avrà il primo bagno di folla e poi andrà a riposarsi in nunziatura. Il 7 mattina, in mattinata, è previsto l’incontro con il presidente Manuel Santos, poi l’arrivo in Cattedrale, dove saranno ad aspettarlo circa 2 mila invitati e l’immagine della Vergine di Chiquinquirà. È questa la patrona della Colombia, e sarà fatta venire appositamente per la visita del Papa. Sarà in cattedrale a partire da otto giorni prima dell’arrivo di Papa Francesco.

Dopo, l’incontro con episcopato e clero della Chiesa colombiana, e quindi l’arrivo nel Palazzo Arcivescovile: dal balcone del palazzo, darà la benedizione ai giovani e rivolgerà loro delle parole. Nel pomeriggio, la Messa sarà nel Parco Simon Bolivar, il più grande della città, capace di ospitare fino a 2 milioni e mezzo di persone.

Questa, per sommi capi, sarà l’agenda a Bogotà. Negli altri giorni, Papa Francesco si sposterà a Villavicencio, dove incontrerà la vittime e i carnefici del conflitto armato, città scelta perché nessun Papa c’è mai stato, e anche perché logisticamente può essere facile da raggiungere anche in automobile. Medellin ha un significato particolarmente simbolico: non è solo la terra dei cartelli della droga, ma è anche il posto con il maggior numero di sacerdoti, monaci e seminaristi del Paese. E infine, Cartagena, dove il Papa visiterà i quartieri più poveri senza forse passare nella parte turistica della città. Lì, la Messa finale del viaggio si dovrebbe tenere al porto di Cartagena.

Ci sarà una Messa in ogni città, e questo conferma che non si tratterà di un viaggio “politico”, nonostante in molti lo vogliano definire tale. In più, si spera che, in tempo per il viaggio di Papa Francesco, saranno terminati nella Congregazione per le Cause dei Santi, i processi di beatificazione di alcuni santi colombiani, e che il Papa celebri personalmente la Messa di beatificazione.

Tra i nomi, si era fatto quello del cosiddetto "martire di Armero", il sacerdote Pedro Maria Ramirez Ramoz, ucciso a 44 anni il 10 aprile 1944, il giorno l'uccisione del politico cattolico liberale Jorge Eliecer Gaitán, candidato alle presidenziale del 1950. Sarebbe una figura significativa, perché proprio quel 10 aprile è ricordato come "el bogotazo", il primo rigurgito di una guerra civle che durò poi decenni e costò la vita a 300 mila persone.  

Se beatificazione ci sarà, sarà comunque di un personaggio significativo per la storia della Colombia. Quello che ci tengono a far sapere dal Paese è che quello del Papa non è un viaggio per rafforzare il processo di pace. Ci sono problemi più urgenti. La famiglia è disintegrata, la religiosità colombiana, permeata da pietà popolare, ma non da una profondità di fede. E così la fede non incide nella vita.

Il viaggio, dunque, serve ad animare le persone alla speranza, perché, dopo tanti anni di violenza e di guerra interna, le persone sono diventate pessimiste. Inoltre, dato che le persone non hanno consapevolezza profonda della fede, le sette si stanno sviluppando, come ovunque in America Latina.

Il Papa arriverà in un clima molto positivo, e sarà chiamato a portare un messaggio di unione per tutto il Paese, a risvegliare la Colombia ricordando che il processo di pace non ha risolto tutti i problemi, né quello della violenza né quello della droga. Si tratta, ora, di superare gli interessi politici e lavorare per occupare gli spazi lasciati vuoti dalla mancanza di guerriglia.

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