Papa Francesco in Irlanda: "Famiglia, sei la speranza della Chiesa e del mondo"

Papa Francesco al Meeting delle Famiglie
Foto: Daniel Ibanez CNA
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La Chiesa è la famiglia dei figli di Dio. Una famiglia in cui si ha cura di ciascuno, perché Dio nostro Padre ci ha resi tutti suoi figli nel Battesimo. Ecco perché continuo a incoraggiare i genitori a far battezzare i figli appena possibile, perché diventino parte della grande famiglia di Dio. C’è bisogno di invitare ciascuno alla festa, anche il bambino piccolo e per questo va battezzato presto. Un bambino senza Battesimo e uno con il Battesimo… questo è più forte perché ha la forza di Dio dentro. Senza le famiglie la Chiesa sarebbe una Chiesa di statue”. Così Papa Francesco ha salutato le famiglie radunate al Croke Park Stadium per la Festa delle Famiglie, evento clou del Meeting mondiale delle Famiglie in corso a Dublino.

“Dio - ha detto il Papa - desidera che ogni famiglia sia un faro che irradia la gioia del suo amore nel mondo. La vocazione all’amore e alla santità non è qualcosa di riservato a pochi privilegiati. Anche ora possiamo scorgerla attorno a noi. È silenziosamente presente nel cuore di tutte quelle famiglie che offrono amore, perdono e misericordia quando vedono che ce n’è bisogno, e lo fanno tranquillamente, senza squilli di trombe. Il Vangelo della famiglia è veramente gioia per il mondo”.

Tutti siamo “chiamati a trovare, nella famiglia - ha proseguito il Pontefice - il compimento dell’amore” e Francesco non nasconde le difficoltà, proponendo un esempio: “è come preparare un tè: è facile far bollire l’acqua, ma una buona tazza di tè richiede tempo e pazienza; c’è bisogno di lasciare in infusione! Così giorno dopo giorno Gesù ci riscalda col suo amore facendo in modo che penetri tutto il nostro essere”.

Il Papa sottolinea l’importanza del perdono in famiglia, “un dono speciale di Dio che guarisce le nostre ferite e ci avvicina agli altri e a lui. Piccoli e semplici gesti di perdono sono il fondamento sul quale si costruisce una solida vita familiare cristiana. Ci obbligano a superare l’orgoglio, il distacco e l’imbarazzo e a fare pace, basta una carezza”. Francesco ricorda quindi le tre parole d’ordine: “scusa, per favore e grazie”, perché “non esiste una famiglia perfetta; senza l’abitudine al perdono, la famiglia cresce malata e gradualmente crolla. Perdonare vuol dire donare qualcosa di sé. Gesù ci perdona sempre. Con la forza del suo perdono, anche noi possiamo perdonare gli altri, se davvero lo vogliamo. Se capiamo questo, possiamo apprezzare la grandezza dell’insegnamento di Gesù circa la fedeltà nel matrimonio. Lungi dall’essere un freddo obbligo legale, si tratta soprattutto di una potente promessa della fedeltà di Dio stesso alla sua parola e alla sua grazia senza limiti”. 

Prendendo spunto dai social media, il Papa prosegue paragonando il Meeting a “rete spirituale, una trama di amicizia; e i social media possono aiutarvi a mantenere questo legame e allargarlo ad altre famiglie in tante parti del mondo. È importante, tuttavia, che questi mezzi non diventino mai una minaccia alla vera rete di relazioni di carne e sangue, imprigionandoci in una realtà virtuale e isolandoci dai rapporti autentici che ci stimolano a dare il meglio di noi stessi in comunione con gli altri”. Serve comunque più tempo per Dio e meno per i social, suggerisce Francesco. “Quando usi troppo i social media, entri in orbita… quando a tavola invece di parlare ognuno si connette fuori, è in orbita. E questo è pericoloso perché ti toglie dal concreto della famiglia e ti porta a una vita gassosa senza consistenza. State attenti a questo!”. 

Secondo il Papa “in ogni società le famiglie generano pace, perché insegnano l’amore, l’accoglienza e il perdono, i migliori antidoti contro l’odio, il pregiudizio e la vendetta che avvelenano la vita di persone e comunità. Il male si può contrastare solo col bene e l’odio superare solo col perdono. L’amore di Cristo che rinnova ogni cosa è ciò che rende possibile il matrimonio e un amore coniugale contraddistinto da fedeltà, indissolubilità, unità e apertura alla vita”. 

“Le famiglie - ha proseguito Papa Francesco - sono ovunque chiamate a continuare a crescere e andare avanti, pur in mezzo a difficoltà e limiti, proprio come hanno fatto le generazioni passate. Le nostre famiglie sono tesori viventi di memoria, con i figli che a loro volta diventano genitori e poi nonni. Da loro riceviamo l’identità, i valori e la fede. Una società che non valorizza i nonni è una società senza futuro. Una Chiesa che non ha a cuore l’alleanza tra generazioni finirà per mancare di ciò che veramente conta: l’amore. È un grande errore non domandare agli anziani le loro esperienze o pensare che parlare con loro sia una perdita di tempo”. 

Dobbiamo sempre ricordare - ha concluso Francesco - che “nella casa di Dio c’è un posto alla mensa per tutti. Nessuno dev’essere escluso; il nostro amore e la nostra attenzione devono estendersi a tutti. Voi, famiglie, siete la speranza della Chiesa e del mondo!”. 

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