Papa Francesco in Irlanda: "L’amore è il sogno di Dio per noi"

Il Papa davanti alla Procattedrale di Dublino
Foto: Daniel Ibanez CNA
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Al suo arrivo nella Procattedrale di Dublino Papa Francesco si è immediatamente recato nella Cappella del Santissimo Sacramento dove ha deposto dei fiori sull’altare dove arde dal febbraio 2011 una candela in memoria delle vittime di abusi. Dopo essersi raccolto in preghiera, il Papa ha incontrato numerose coppie di fidanzati e sposi e dopo aver ascoltato alcune testimonianze, il Pontefice ha preso la parola. 

“Sposarsi e condividere la vita - ha detto - è una cosa bella. Sentire il pianto di un bambino, è il grido della speranza. Ma anche gli anziani… l’anziano è pieno di saggezza. Ascoltarli! Il futuro e il passato si incontrano nel presente. E anche le suocere hanno la saggezza eh”. 

Il Papa ha ringraziato una coppia sposata da 50 anni per la loro testimonianza. “È così importante - ha ricordato - ascoltare gli anziani, i nonni! Abbiamo molto da imparare dalla vostra esperienza di vita matrimoniale sostenuta ogni giorno dalla grazia del sacramento. Avete litigato? Un matrimonio dove non si litiga è noioso, ma il segreto… Possono volare i piatti, ma il segreto è fare la pace prima che finisca la giornata. Non serve un discorso, basta una carezza. Perché se non si fa la pace prima di andare a letto, la guerra fredda del giorno dopo è troppo pericolosa, perché inizia il rancore. Insieme a tutti gli sposi che hanno fatto tanto cammino lungo la strada, siete i custodi della nostra memoria collettiva. Avremo sempre bisogno della vostra testimonianza piena di fede. È una risorsa preziosa per le giovani coppie, che guardano al futuro con emozione e speranza e forse con un pizzico di ansia”.

Ai futuri sposi Francesco invece spiega che “dobbiamo riconoscere che oggi non siamo abituati a qualcosa che realmente dura per tutta la vita. Sappiamo com’è facile oggi rimanere prigionieri della cultura del provvisorio, dell’effimero. Nell’amore non c’è il provvisorio, l’amore è definitivo: tutto per tutta la vita”. 

Ma - dice ancora il Papa - “il matrimonio è unico. È un amore che dà origine a una nuova vita. Implica la mutua responsabilità nel trasmettere il dono divino della vita e offre un ambiente stabile nel quale la nuova vita può crescere e fiorire. Il matrimonio nella Chiesa, cioè il sacramento del matrimonio, partecipa in modo speciale al mistero dell’amore eterno di Dio. Quando un uomo e una donna cristiani si uniscono nel vincolo del matrimonio, la grazia di Dio li abilita a promettersi liberamente l’uno all’altro un amore esclusivo e duraturo. Così la loro unione diventa segno sacramentale della nuova ed eterna alleanza tra il Signore e la sua sposa, la Chiesa. Gesù è sempre presente in mezzo a loro. Fate scommesse forti, per tutta la vita. Rischiate, il matrimonio è un rischio ma ne vale la pena”. 

Bisogna ricordare - sprona il Pontefice - che “l’amore è il sogno di Dio per noi e per l’intera famiglia umana. Dio ha un sogno per noi e chiede a noi di farlo proprio. Non abbiate paura di quel sogno! Sognate in grande. Fatene tesoro e sognatelo insieme ogni giorno nuovamente. In questo modo sarete in grado di sostenervi a vicenda con speranza, con forza e col perdono nei momenti in cui il percorso si fa arduo”. 

Agli sposi novelli, infine, il Papa rivolge l’invito alla trasmissione della fede. E’ la casa il primo canale per trasmetterla. “Nella Chiesa domestica i figli imparano il significato della fedeltà, dell’onestà e del sacrificio. Così i figli possono respirare l’aria fresca del Vangelo e imparare a comprendere, giudicare e agire in modo degno della fede che hanno ereditato. La fede viene trasmessa a casa, si trasmette nel dialetto della casa, della famiglia. Una volta - avrò avuto 5 anni - sono entrato a casa e lì papà arrivava dal lavoro in quel momento, ho visto papà e mamma baciarsi. Non lo dimentico mai. Una cosa bella, stanco dal lavoro ma ha avuto la forza di esprimere l’amore alla sua sposa. Così i figli imparano il dialetto dell’amore. Conobbi una donna che aveva 3 figli, un buon matrimonio e loro avevano tanta fede e insegnavano ai figli ad aiutare i poveri. Una volta a pranzo la mamma e i 3 figli, bussano alla porta, c’era un povero… Mangiavano bistecche alla milanese e la mamma domanda: che facciamo? I tre figli: mamma dalle a loro… e la mamma ha dato del suo ai poveri. I vostri figli impareranno da voi come vivere da cristiani; voi sarete i loro primi maestri nella fede”.

“Le virtù e le verità che il Signore ci insegna - conclude Papa Francesco - non sono sempre popolari nel mondo di oggi, che ha scarsa considerazione per i deboli, i vulnerabili e per tutti coloro che ritiene improduttivi. Il mondo ci dice di essere forti e indipendenti, curandosi poco di quanti sono soli o tristi, rifiutati o ammalati, non ancora nati o moribondi. Il nostro mondo ha bisogno di una rivoluzione di amore! Viviamo in una atmosfera di egoismo… Che questa rivoluzione inizi da voi e dalle vostre famiglie!”. Non dobbiamo perdere “la nostra capacità di amare. Sembra che la parola tenerezza sia stata tolta dal vocabolario. Nessuna famiglia può crescere se dimentica le proprie radici. I bambini non crescono nell’amore se non imparano a comunicare con i loro nonni. Dunque lasciate che il vostro amore affondi radici profonde!”.

Prima di raggiungere la Procattredale, il Papa - come fece Giovanni Paolo II nella sua visita in Irlanda - ha fatto una sosta presso una Magdalene laundry,  le case materno-infantili gestite da religiose dove spesso le giovani ospiti venivano abusate e sfruttate. Francesco si è raccolto in preghiera. Il Papa si è poi fermato presso le davanti alle spoglie mortali del venerabile Matt Talbot, un operaio che visse tra l’Ottocento e il Novecento, oggi molto amato in Irlanda. 

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