Papa Francesco, in Paradiso non c'è il numero chiuso

All' Angelus il Papa prega per l'Amazzonia devastata dagli incendi e richiama la radicalità del Vangelo

La recita dell' Angelus guidata da Papa Francesco
Foto: Daniel Ibáñez/ Aci Group
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Gesù capovolge la domanda e colloca la risposta sul piano della responsabilità, invitandoci a usare bene il tempo presente.

Papa Francesco inizia così la sua riflessione sul brano del Vangelo di oggi. Il tema, quanti si si salvano, diventa invece come ci si salva.

Prima della preghiera mariana dell’ Angelus il Papa spiega che “non c’è il “numero chiuso” in Paradiso! Ma si tratta di attraversare fin da ora il passaggio giusto, che c’è, per tutti, ma è stretto”.

Il passaggio è stretto, spiega il Papa, perché “per salvarsi bisogna amare Dio e il prossimo, e questo non è comodo! È una “porta stretta” perché è esigente, richiede impegno, anzi, “sforzo”, cioè una volontà decisa e perseverante di vivere secondo il Vangelo. San Paolo lo chiama «il buon combattimento della fede»”.

Spiegando la parabola il Papa dice che: “il Signore ci riconoscerà non per i nostri titoli...io ero amico di tale cardinale... ma per una vita umile e buona, una vita di fede che si traduce nelle opere.

Per noi cristiani, questo significa che siamo chiamati a instaurare una vera comunione con Gesù, pregando, andando in chiesa, accostandoci ai Sacramenti e nutrendoci della sua Parola. Questo ci mantiene nella fede, nutre la nostra speranza, ravviva la carità. E così, con la grazia di Dio, possiamo e dobbiamo spendere la nostra vita per il bene dei fratelli, lottare contro ogni forma di male e di ingiustizia”.

Maria, conclude il Papa, è passata per la porta stretta e ora è lei stessa ““Porta del cielo”; una porta che ricalca esattamente la forma di Gesù: la porta del cuore di Dio, esigente, ma aperto a tutti”.

Dopo aver salutato alcuni gruppi presenti il Papa ha sottolineato la preoccupazione “per i vasti incendi che si sono sviluppati in Amazzonia. Preghiamo perché, con l’impegno di tutti, siano domati al più presto. Quel polmone di foreste è vitale per il nostro pianeta".

Tra poco più di un mese in Vaticano si terrà il Sinodo speciale dedicato proprio a quella regione del mondo.

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