Papa Francesco, “in Siria e Iraq, la presenza cristiana sia un segno di pace”

Il Papa invia un videomessaggio all’incontro sulla crisi umanitaria siriana ed irachena organizzata dal Dicastero per la Promozione dello Sviluppo Umano Integrale

Papa Francesco durante il videomessaggio all'incontro di lavoro sull'azione umanitaria in Siria e Iraq organizzato dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale
Foto: Vatican Media
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Inviando un messaggio ad una cinquantina di agenzie cattoliche che discutono sulla situazione umanitaria in Siria e Iraq, Papa Francesco ha rivolto un appello per “fare in modo che la presenza cristiana in queste terre continui ad essere ciò che è sempre stata: un segno di pace, di progresso, di sviluppo e di riconciliazione tra i popoli”.

L’incontro arriva a pochi giorni dall’annuncio che Papa Francesco viaggerà in Iraq il prossimo marzo, in quello che è il primo viaggio post-crisi da pandemia, realizzando così un sogno di Giovanni Paolo II. Ma questi tavoli di associazioni cattoliche sono regolari, e nel 2015 l’allora Pontificio Consiglio Cor Unum guidò anche una spedizione di Ong cattoliche in Iraq, nel pieno dell’occupazione della Piana di Ninive, per coordinare gli aiuti.

Papa Francesco sottolinea che “ogni sforzo, piccolo o grande, fatto per favorire il processo di pace è come mettere un mattone nella costruzione di una società giusta, che si apra all’accoglienza, e dove tutti possano trovare un luogo per dimorare in pace”.

Il Papa pensa anche ai rifugiati che voglio rientrare nel loro Paese e fa appello alla comunità internazionale “perché si faccia ogni sforzo per favorire questo rientro, garantendo le condizioni di sicurezza e le condizioni economiche necessarie perché ciò si possa avverare. Ogni gesto, ogni sforzo in questa direzione è prezioso.”

Infine, Papa Francesco incoraggia le agenzie cattoliche impegnate negli aiuti umanitari, che si impegnano ad aiutare tutti, senza distinzione di credo o di appartenenza. “Come ho avuto modo di dire tante volte – dice Papa Francesco - la Chiesa non è una ONG. La nostra azione caritatevole dev’essere ispirata dal e al Vangelo. Questi aiuti devono essere un segno tangibile della carità di una Chiesa locale che aiuta un’altra Chiesa che sta soffrendo, tramite questi mezzi meravigliosi che sono le agenzie cattoliche di aiuto umanitario e di sviluppo. Una Chiesa che aiuta un’altra Chiesa!”

Papa Francesco infine sottolinea: “Quando vi trovate a operare in questi luoghi, non siete soli! Tutta la Chiesa si fa uno, per andare incontro all’uomo ferito incappato nei briganti lungo il cammino da Gerusalemme a Gerico. Nel vostro lavoro, vi accompagnerà sempre la mia benedizione”.

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