Papa Francesco in Iraq a marzo 2021. Coronavirus permettendo

Annunciato il viaggio dalla Sala Stampa della Santa Sede. Da definire il programma del viaggio, anche secondo l'evoluzione della situazione sanitaria

Papa Francesco durante un volo papale con Matteo Bruni, direttore della Sala Stampa della Santa Sede
Foto: Archivio ACI
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Papa Francesco in Iraq dal 5 all'8 marzo 2021: lo ha annunciato la Sala Stampa della Santa Sede. Dopo un anno senza viaggi internazionali, mentre ancora non è stato designato in Segreteria di Stato chi sarà l’organizzatore dei viaggi papali a seguito del trasferimento di monsignor Rueda Beltz nella nunziature del Portogallo, Papa Francesco riprende i viaggi dall’Iraq.

Matteo Bruni, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha dichiarato che “accogliendo l’invito della Repubblica d’Iraq e della Chiesa Cattolica locale, Papa Francesco compirà un Viaggio Apostolico nel suddetto Paese dal 5 all’8 marzo 2021, visitando Bagdad, la piana di Ur, legata alla memoria di Abramo, la città di Erbil, così come Mosul e Qaraqosh nella piana di Ninive. A suo tempo sarà pubblicato il programma del viaggio, che terrà conto dell’evoluzione dell’emergenza sanitaria mondiale”.

Quello in Iraq è un viaggio voluto da tempo, preparato anche da una visita nel Paese del Cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, nel Natale del 2018.

In effetti, i vescovi in visita ad limina a febbraio 2018 avevano invitato Papa Francesco a visitare il PaeseLo aveva annunciato il Patriarca Caldeo Louis Raphael Sako, dettagliando anche il progetto del viaggio: una tappa ad Ur, da dove Abramo si mosse verso la Terra Promessa, per un incontro in comune con i musulmani; poi a Baghdad, dalle autorità; e infine ad Erbil, per una messa con i tanti rifugiati che ancora sono nella città. Ci sarà anche Mosul, dove i domenicani si stanno impegnando a far ravvivare lo spirito della città.

Non è invece citata Najaf nella dichiarazione. Era questa una proposta del Cardinale Sako, arrivata dopo la firma della dichiarazione della Fraternità Umana ad Abu Dhabi il 4 febbraio 2019, perché il cardinale sperava che il Papa firmasse un'altra dichiarazione simile nella roccaforte sciita. 

L’idea del Cardinale Sako era quella di stringere un rapporto anche con il mondo dell’Islam sciita, dopo le varie iniziative della Santa Sede con l’Islam sunnita. Dalla riapertura delle relazioni con l’istituzione di al AzharPapa Francesco ha incontrato cinque volte il Grande Imam Ahmed al Tayyb, ha partecipato alla Conferenza Internazionale per la Pace del Cairo, ha siglato il documento di Abu Dhabi proprio insieme al Grande Imam di al Azhar.

Da notare che Il 24 giugnoSafia Taleb al Souhail, Ambasciatore di Iraq in Italia, ha incontrato Papa Francesco. Il ministero degli Esteri iracheno non ha diffuso una nota della visita, per quello che si ritiene essere un incontro riservato. Possibile si sia parlato anche della situazione in Iraq.

L’11 settembre, poi, Rahman Fahran al-Amiri, ambasciatore designato dell’Iraq presso la Santa Sede, ha presentato le sue lettere credenziali a Papa Francesco. Arrivato dall’Iraq lo scorso 20 agosto, ma designato già a fine giugno dal Parlamento iracheno, al-Amiri ha incontrato il 3 settembre in Vaticano monsignor Joseph Murphy, capo dell’ufficio del Protocollo della Segreteria di Stato vaticana, con cui ha discusso anche della presentazione delle lettere credenziali. Secondo una nota dell’ambasciata, “durante l’incontro, l’ambasciatore ha espresso la sua felicità di lavorare come rappresentante dell’Iraq presso la Santa Sede e il suo desiderio di sviluppare il dialogo in modo da contribuire al consolidamento delle relazioni bilaterali tra i due Paesi”.

Lo scorso 1 luglio, l’ambasciatore al-Amir era stato ricevuto a Baghdad dal Cardinale Raphael Sako, patriarca di Babilonia dei Caldei. La discussione, ha sottolineato una nota del Patriarcato, si è focalizzata sulle relazioni tra Vaticano ed Iraq e sulla diffusione dei valori della fratellanza umana e della convivenza, nonché sulla visita del Papa in Iraq.

Al di là delle intenzioni, il viaggio e il programma del viaggio saranno comunque messi alla prova dalla situazione sanitaria mondiale.

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