Papa Francesco incontra il presidente di Argentina. Quale agenda?

Il neo presidente argentino Mauricio Macrì quando andò a visitare il Papa nel 2013
Foto: Facebook Mauricio Macrì
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Rapporti “protocollari e ufficiali”, senza confidenza, e una agenda basata su quattro punti fondamentali: lotta alla povertà e lotta al narcotraffico, aiuti umanitaria per i profughi cristiani con una speciale attenzione per la Siria, cura dell’ambiente. Questo è il piano di Mauricio Macrì, da poco eletto presidente dell’Argentina, per l’incontro il 28 febbraio con il suo connazionale più famoso, Papa Francesco.

Sono due i motivi per cui Macrì vuole rapporti più “ufficiali”: per marcare una distinzione dal governo di Cristina Kirchner, che faceva dell’informalità con Papa Francesco una forza elettorale (sebbene i rapporti con Jorge Mario Bergoglio non fossero stati propriamente idilliaci); e per andare oltre i dissapori che ci sono stati con il Cardinal Jorge Mario Bergoglio quando questi era arcivescovo di Buenos Aires e Macrì a capo del governo della città.

I dissapori riguardavano l’appoggio che Macrì aveva dato al riconoscimento delle unioni dello stesso sesso. Un appoggio contestato apertamente dal Cardinal Bergoglio, in un incontro ad altissimo livello che i due avevano avuto nell’arcivescovado, al termine del quale il futuro Papa aveva detto che “Macrì è venuto meno ai suoi doveri di governante”.

Ora che è presidente di Argentina, il tema delle unioni civili tra persone dello stesso sesso viene di nuovo a galla, insieme a quello di un appoggio del presidente Macrì alla legalizzazione dell’aborto. Timore, quest’ultimo, potenziato dal fatto che negli ultimi tempi di campagna elettorale Jaime Duran Barba, consigliere del presidente, ha espresso il suo forte sostegno alla legge sull’aborto, senza essere smentito dal governo in nessun modo. Tutti gli osservatori in Argentina sono convinti che Macrì dirà pubblicamente e chiaramente al Papa che non approva l’aborto, per dissipare ogni dubbio.

Certo è che l’appoggio di Papa Francesco è oggi fondamentale per il nuovo governo argentino, che vuole mettere da parte l’era Kirchner e vuole trasportare l’Argentina verso un capitolo nuovo. Per questo, non giova all’immagine il fatto che Papa Francesco non abbia mai chiamato il neo presidente per congratularsi dell’elezione, un tema che i media di opposizione non mancano di far notare. Ma poi Papa Francesco ha inviato un biglietto di auguri per il compleanno del presidente, tramite Adriana Triaca.

Macrì, però, non vuole fare del rapporto con il Papa il centro del suo governo. Ha deciso di giocare le sue carte in maniera furba. Segretario per il Culto è stato nominato Santiago de Estrada, un sostenitore storico della necessità per il govenro di Argentina con la Chiesa. E questa settimana, è arrivato in Vaticano il nuovo ambasciatore presso la Santa Sede, Rogelio Pfirter, diplomatico di lungo corso. Ma soprattutto, amico di Papa Francesco: Bergoglio era stato l’insegnante di Pfirter, e Pfirter uno degli estensori di quei “Racconti originali” che il maestrillo Bergoglio raccolse in un libro prefato nientemeno che da Jorge Luis Borges.

Così, il nuovo ambasciatore ha incassato l’ok del Vaticano in meno di 48 ore, ed è arrivato subito in Vaticano per presentare le lettere credenziali al Papa, in un incontro che si è tramutato in uno scambio di affetti e di ricordi.

Ma, al di là del rapporto personale, l’ambasciatore Pfirter ha mostrato di avere bene in chiaro la sua missione. “Il rapporto sarà sobrio e istituzionale, secondo le regole e le consuetudini della diplomazia,” ha detto a La Nacion.

Nella delegazione che lo accompagnerà in visita dal Papa, il presidente Macrì ha voluto tre governatori, tutti di area peronista: Rosana Bertone della Terra del Fuoco, Juan Manuel Urtubey di Salta, e Alfredo Cornejo di Mendoza. Una scelta volta a testimoniare il suo impegno per la riconciliazione interna in Argentina e una maggiore unità nazionale.

La delegazione sarà composta anche da Marcos Pena, capo di Stato Maggiore; dal Cancelliere Susana Malcora; dal Segretario del Culto, Santiago de Estrada; dal Segretario della Pianificazione Strategica, Fulvio Pompeo; e dalla first lady, Juliana Awada.

Chissà che non si parli della possibile visita di Papa Francesco in Argentina, che ad oggi viene prevista per il 2017?

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