Papa Francesco, la carità non è frutto di strategie ma dell'incontro con Gesù

Papa Francesco guida la preghiera del Regina Coeli
Foto: Vatican Media Aci Group
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Che significa “rimanere con il Signore”? Papa Francesco lo ha spiegato nella breve riflessione prima della recita del Regina Coeli in Piazza San Pietro. Significa “ trovare il coraggio di uscire da noi stessi, dalle nostre comodità, dai nostri spazi ristretti e protetti, per inoltrarci nel mare aperto delle necessità degli altri e dare ampio respiro alla nostra testimonianza cristiana nel mondo”.

Un coraggio che “nasce dalla fede nel Signore Risorto e dalla certezza che il suo Spirito accompagna la nostra storia”. E frutto della comunione è la carità verso il prossimo, e l’amore per i “fratelli con abnegazione di sé, fino alle ultime conseguenze, come Gesù ci ha amato”.

Un dinamismo che non è frutto “di strategie, non nasce da sollecitazioni esterne, da istanze sociali o ideologiche, ma dall’incontro con Gesù e dal rimanere in Gesù”.

Essere intimi con Gesù, spiega il Papa, è quello che hanno fatto i Santi “che hanno vissuto in pienezza la vita cristiana e la testimonianza della carità, perché sono stati veri tralci della vite del Signore”.

E tutti sono chiamati alla santità in ogni azione e momento della vita. “Ci sia di aiuto Maria, - ha concluso il Papa- Regina dei Santi e modello di perfetta comunione con il suo Figlio divino. Ci insegni Lei a rimanere in Gesù, come tralci alla vite, e a non separarci mai dal suo amore. Nulla, infatti, possiamo senza di Lui, perché la nostra vita è Cristo vivo, presente nella Chiesa e nel mondo”.

Il Papa ha ricordato la beatificazione di  Anna Chrzanowska, ieri a Cracovia “fedele laica, che dedicò la sua vita a curare gli ammalati nei quali vedeva il volto di Gesù sofferente. Rendiamo grazie a Dio per la testimonianza di questa apostola degli infermi e sforziamoci di imitarne l’esempio”.

Un pensiero anche “l’esito positivo del Summit Inter-coreano di venerdì scorso e il coraggioso impegno assunto dai Leader delle due Parti a realizzare un percorso di dialogo sincero per una Penisola Coreana libera dalle armi nucleari. Prego il Signore perché le speranza di un futuro di pace e più fraterna amicizia non siano deluse, e perché la collaborazione possa proseguire portando frutti di bene per l’amato popolo coreano e per il mondo intero”.

Il Papa ha pregato poi per i sacerdoti uccisi in Nigeria, e ha chiesto a Dio di sostenere quella comunità per ritrovare la serenità e la pace. 

Dopi i saluti ai gruppi presenti, il Papa ha dato appuntamento a tutti i fedeli per il  1° maggio: “nel pomeriggio inizierò il Mese Mariano con un pellegrinaggio al Santuario della Madonna del Divino Amore. Reciteremo il Rosario, pregando in particolare per la pace in Siria e nel mondo intero. Invito ad unirsi spiritualmente e a prolungare per tutto il mese di maggio la preghiera del Rosario per la pace”.

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