Papa Francesco: "La presenza non è una corsa, è stare con l'altro"

Il videomessaggio di Papa Francesco ai partecipanti alla IX Edizione del Festival della Dottrina Sociale della Chiesa

Papa Francesco
Foto: Daniel Ibanez / ACI Group
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"La presenza non è una teoria, ha una fisicità, è concreta. Si esprime in vicinanza, condivisione, accompagnamento o nel semplice stare accanto a qualcuno. La presenza ha un’efficacia decisiva che tutti abbiamo provato perché tutti conosciamo la differenza tra essere soli ed avere qualcuno accanto". Papa Francesco invia un videomessaggio, in occasione dell’apertura dei lavori, ai partecipanti alla IX Edizione del Festival della Dottrina Sociale della Chiesa, che si svolge a Verona, presso il Cattolica Center, dal 21 al 24 novembre 2019, sul tema “Essere presenti: polifonia sociale”.


"Essere presenti significa togliere dall'isolamento e far giungere quel calore umano che ravviva l’esistenza di chi incontriamo. La presenza permette di vedere l’altro e di essere visti da lui, attivando una dinamica relazionale che accende la vita", continua Papa Francesco ribandendo l'importante concetto dell'essere presenti.


Perchè per il Papa "chi non è visto da nessuno, entra a far parte della schiera degli invisibili formata da emarginati, poveri, scartati, sfruttati. Non vederli è il modo più sbrigativo per non farci problemi; eppure loro ci sono e, anche se facciamo finta di non vederli, esistono. Essere presenti significa prendere l'iniziativa, fare il primo passo, andare incontro, arrivare all’incrocio delle strade dove si trovano i tanti esclusi".

 

Papa Francesco articola il significato della presenza con tre verbi: vedere, fermarsi, toccare.


"Vedere è il primo passo che aiuta ad uscire da noi stessi e ci fa guardare in faccia la vita così come si presenta. Quello che vediamo ci può anche spaventare, indurci a scappare e negare ciò che abbiamo visto", dice sul primo verbo Papa Francesco.


Vedere l’altro chiede di "fermarsi" - ecco il secondo verbo - "la presenza non è una corsa, è stare con l'altro". "Correre non ci fa accorgere di tanti volti e tanti sguardi - raccomanda il Papa -  Quante persone solo molto tardi nella vita si accorgono di aver corso e di non mai aver avuto il tempo di fermarsi a giocare con i propri figli, di dialogare con i genitori anziani, di curare gli affetti, di non essere stati disponibili ad aiutare. Quando si vuol bene ad una persona si prova il desiderio forte di stare con lei e non di correre altrove".


Infine per il Papa "la presenza si esprime anche nel toccare, nel togliere la distanza con l'altro, nel trasmettere calore, nel farsi carico, nel prendersi cura".

 

 

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