Papa Francesco: “La vita consacrata fiorisce nella Chiesa. Se si isola, appassisce"

Messa per la Presentazione del Signore, San Pietro
Foto: Daniel Ibanez, ACI group
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E’ la “Festa dell’incontro”. La novità del Bambino che incontra la tradizione del tempio; la promessa trova compimento; Maria e Giuseppe, giovani, incontrano Simeone e Anna, anziani. “Tutto, insomma, s’incontra quando arriva Gesù”. Papa Francesco celebra nella Basilica di San Pietro la Messa per la Festa della Presentazione del Signore e la XXIII Giornata Mondiale della Vita Consacrata. La Messa si è aperta con la benedizione delle candele e la processione dal sagrato all'Altare della Confessione.

Per Papa Francesco, il “Dio della vita va incontrato ogni giorno della vita”; non ogni tanto, ma ogni giorno. “Seguire Gesù non è una decisione presa una volta per tutte, è una scelta quotidiana – commenta il Pontefice - E il Signore non si incontra virtualmente, ma direttamente, incontrandolo nella vita. Altrimenti Gesù diventa solo un bel ricordo del passato”.

Sono tanti i consacrati e le consacrate che partecipano oggi alla Messa con Papa Francesco. “L’incontro col Signore è la fonte – raccomanda il Papa - È importante allora tornare alle sorgenti: riandare con la memoria agli incontri decisivi avuti con Lui, ravvivare il primo amore, magari scrivere la nostra storia d’amore col Signore. Farà bene alla nostra vita consacrata, perché non diventi tempo che passa, ma sia tempo di incontro”.

Per Francesco “la vita consacrata: sboccia e fiorisce nella Chiesa; se si isola, appassisce. Essa matura quando i giovani e gli anziani camminano insieme, quando i giovani ritrovano le radici e gli anziani accolgono i frutti”. “Invece ristagna quando si cammina da soli – continua il Pontefice - quando si resta fissati al passato o ci si butta in avanti per cercare di sopravvivere. Oggi, festa dell’incontro, chiediamo la grazia di riscoprire il Signore vivo, nel popolo credente, e di far incontrare il carisma ricevuto con la grazia dell’oggi”.

Il Papa sottolinea: “Tutti siamo chiamati a una duplice obbedienza: alla legge nel senso di ciò che dà buon ordine alla vita, e allo Spirito, che fa cose nuove nella vita”. Francesco è chiaro: “Le migliori regole non bastano senza la novità dello Spirito: legge e Spirito vanno insieme”.

"L’altro ieri è stata introdotta qui, nella Diocesi di Roma, la causa di beatificazione di Suor Bernardetta. Una suora semplice: non aveva grandi luci, ma aveva la saggezza dell’obbedienza, della fedeltà e di non avere paura delle novità. Chiediamo che il Signore, tramite suor Bernardetta, dia a tutti noi la grazia di andare per questa strada”, aggiunge a braccio il Papa citando Suor Maria Bernardetta.

Infine il Papa conclude la sua omelia: “Ecco la vita consacrata: lode che dà gioia al popolo di Dio, visione profetica che rivela quello che conta. Quand’è così fiorisce e diventa richiamo per tutti contro la mediocrità: contro i cali di quota nella vita spirituale, contro la tentazione di giocare al ribasso con Dio, contro l’adattamento a una vita comoda e mondana, contro il lamento, l’insoddisfazione e il piangersi addosso, contro l’abitudine al si fa quel che si può e al si è sempre fatto così. La vita consacrata non è sopravvivenza, è vita nuova. È incontro vivo col Signore nel suo popolo. È chiamata all’obbedienza fedele di ogni giorno e alle sorprese inedite dello Spirito. È visione di quel che conta abbracciare per avere la gioia: Gesù”.

 

 

 

 

 

 

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