Papa Francesco: l’abbraccio con i profughi in Bulgaria. E i piccoli disegnano per lui

Papa Francesco al campo profughi a Sofia
Foto: VAMP pool
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La visita privata al Campo profughi “Vrazhdebna” apre la seconda giornata del viaggio di Papa Francesco in Bulgaria e Macedonia. Il Papa – senza telecamere - viene accolto dal Direttore del Centro e dal Direttore della Caritas all’ingresso principale della struttura. Poi si trasferisce nel refettorio dove sono riunite circa 50 persone tra bambini e genitori.

Una volontaria della struttura, Silsila Mahbub, saluta con affetto Papa Francesco: “Seguendo i suoi appelli di essere vicini ai più vulnerabili, diamo una mano alle persone che hanno scelto la nostra Bulgaria, per un soggiorno che potrebbe essere temporaneo o permanente, alla ricerca di una vita migliore. Qui, in Bulgaria, abbiamo realizzato il programma Share the journey, promosso da Lei”.

“Questo è un Centro con accesso libero – continua la volontaria nella descrizione del centro - perciò i migranti possono uscire in città. Essi hanno la possibilità di visitare il nostro Centro di integrazione della Caritas, che si chiama “Sant’Anna”. Lì, abbiamo le stesse attività per poter avere accesso ai servizi sanitari o sociali e per trovare un lavoro. Nei nostri incontri di volontari invitiamo a parteciparvi molte altre che hanno una grande voglia di diventare amici dei migranti”.

I piccoli profughi hanno donato al Papa dei disegni. Il Pontefice invece regala alla struttura di accoglienza un’elegante icona della Vergine Maria col Bambino, che è stata realizzata, secondo antiche tecniche artigianali, nell’ambito della cultura cristiana bizantina.

Papa Francesco si congeda dai presenti con un piccolo discorso a braccio: "Grazie, questi bambini tanti e belli, loro portano gioia nel vostro cammino. Vi auguro il meglio a voi e ai vostri concittadini che avete lasciato nella vostra patria. Che Dio vi benedica". 

Alessandro Gisotti, direttore ad interim della Sala stampa della Santa Sede, racconta a Vatican news cosa ha aggiunto il Pontefice: “Il Papa ha sottolineato in un breve saluto ai bambini e ai loro genitori e a tutti i volontari presenti nel centro che i bambini sempre ci aiutano a comprendere meglio quello che succede. Un cammino doloroso ha detto il Papa, di questi bambini, delle loro famiglie nello sfuggire alla guerra, alla miseria, nel lasciare la loro patria e cercare di inserirsi in altre aree del mondo, quindi anche un senso di speranza. Poi, il Papa ha detto una cosa molto forte: Oggi il mondo dei migranti e dei rifugiati è un po’ una croce, una croce dell’umanità, e la croce è tanta gente che soffre".

Il Campo profughi di Vrazhdebna è stato aperto nel 2013 e si trova nella periferia di Sofia, nel vecchio edificio di una ex scuola della periferia di Sofia. A prendersi cura dei profughi sono le organizzazioni internazionali e le Ong locali. La Croce Rossa bulgara distribuisce cibo, kit igienici e assistenza ai bambini. Tra il 2013 e il 2015, complice la chiusura della rotta balcanica attraverso la Macedonia, c’è stato un aumento del 1.300 %. L’Agenzia di Stato bulgara per i rifugiati, nel 2016, ha registrato circa 19mila richieste di protezione internazionale.

Dopo la visita il Papa si trasferisce a Rakovsky per la Santa Messa con le Prime Comunioni.

pezzo aggiornato alle ore 9 con le parole di Alessandro Gisotti 

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