Papa Francesco: appello per la Siria, anatema su chi abusa dei minori

Papa Francesco durante un Regina Coeli
Foto: Alexey Gotovskiy / ACI Group
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Pace per la Siria. Papa Francesco lo chiede ancora una volta, al Regina Coeli del Primo maggio, mentre giungono le notizie di un conflitto che sembra non avere mai fine e a cui da sempre il Papa ha dato una attenzione particolare: alla Siria fu dedicata, infatti, la prima iniziativa “diplomatica” di Papa Francesco, quella giornata di digiuno e preghiera del 2013 che sembrava essere un auspicio. Ma la giornata è anche l’occasione per festeggiare la Pasqua delle Chiese di Oriente, che seguono il calendario giuliano, e Papa Francesco lo ricorda con un “Christos Anesti” al termine dell’Angelus, con l’augurio che “il Signore risorto rechi a tutti i doni della sua luce e della sua pace”. E, nella giornata per i bambini vittime di violenza promossa dall'Associazione Meter, Papa Francesco lancia l'anatema contro chi abusa dei piccoli: "Non dobbiamo tollerare gli abusi sui minori. Dobbiamo difendere i minori e dobbiamo punire severamente gli abusatori!"

 Per Papa Francesco, la drammatica situazione umanitaria del Medio Oriente è una preoccupazione costante. Dice il Papa: “Ricevo con profondo dolore le drammatiche notizie provenienti dalla Siria, riguardanti la spirale di violenza che continua ad aggravare la già disperata situazione umanitaria del Paese, in particolare nella città di Aleppo, e a mietere vittime innocenti, perfino fra i bambini, i malati e coloro che con grande sacrificio sono impegnati a prestare aiuto al prossimo”.

Il Papa chiede dunque “a tutte le parti coinvolte nel conflitto a rispettare la cessazione delle ostilità e a rafforzare il dialogo in corso, unica strada che conduce alla pace”.

Aleppo, una città nel mezzo di un fuoco incrociato, è bombardata da nove giorni, e nella notte in molti hanno lasciato la città, un pezzo di storia della Siria e dell’umanità. Le notizie che vengono dal territorio sono drammatiche. E la Chiesa è presente nel territorio, fa uno straordinario lavoro umanitario, mentre la diplomazia pontificia lavora perché sia rispettato il cessate il fuoco.

Il Regina Coeli comincia, come di consueto, con il commento del Vangelo. In quello del giorno, Gesù nel Cenacolo promette agli apostoli il dono dello Spirito Santo. Spiega il Papa: “Nel momento in cui sta per fare ritorno al Padre, Gesù preannuncia la venuta dello Spirito che anzitutto insegnerà ai discepoli a comprendere sempre più pienamente il Vangelo, ad accoglierlo nella loro esistenza e a renderlo vivo e operante con la testimonianza”.

Gesù insomma dice agli apostoli (che vuol dire appunto ‘inviati’) che non saranno soli, che il Paraclito si porrà in loro “per difenderli e sostenerli”, e aiuterà gli apostoli a “ricordare le parole di Gesù”.

E questo “è proprio ciò che avviene ancora oggi nella Chiesa, guidata dalla luce e dalla forza dello Spirito Santo, perché possa portare a tutti il dono della salvezza, cioè l’amore e la misericordia di Dio”.

Sottolinea Papa Francesco: “Noi non siamo soli: Gesù è vicino a noi, in mezzo a noi, dentro di noi! La sua nuova presenza nella storia avviene mediante il dono dello Spirito Santo, per mezzo del quale è possibile instaurare un rapporto vivo con Lui, il Crocifisso Risorto”.

Il segno della presenza dello spirito è “la pace” che Gesù dà ai discepoli, diversa “da quella che gli uomini si augurano e tentano di realizzare”, perché “sgorga dalla vittoria sul peccato, sull’egoismo che ci impedisce di amarci come fratelli”.

Sottolinea dunque Papa Francesco che “ogni discepolo, chiamato oggi a seguire Gesù portando la croce, riceve in sé la pace del Crocifisso Risorto nella certezza della sua vittoria e nell’attesa della sua venuta definitiva”.

Il quale, al termine del Regina Coeli, saluta anche la Conferenza Internazionale sul tema “Lo sviluppo sostenibile e le forme più vulnerabili del lavoro”, e con l'occasione rinnova l'appello per una nuova forma di sviluppo rispettosa della vita umana. Menzione speciale di saluto per l’Associazione Meter “che da tanti anni lotta contro ogni forma di abuso sui minori. Non dobbiamo tollerare gli abusi sui minori. Dobbiamo difendere i minori e dobbiamo punire severamente gli abusatori! Grazie per il vostro impegno e continuate con coraggio!”

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