Papa Francesco: "L'uomo non è il proprietario della natura"

Papa Francesco saluta un gruppo di rappresentanti delle popolazioni indigene
Foto: Vatican Media
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Papa Francesco - nel corso della visita all'IFAD - ha avuto modo di salutare un gruppo di rappresentanti delle popolazioni indigene che stanno celebrando il quarto Incontro mondiale del Forum dei popoli indigeni.

La vostra presenza - ha detto Francesco - "dimostra che i problemi ambientali sono di estrema importanza e ci invita a guardare ancora una volta al nostro pianeta, ferito in molte regioni a causa dell'avidità umana, per la guerra che genera mali e disgrazie, così come le catastrofi naturali che lasciano sulla loro scia la devastazione".

"Non possiamo continuare - ha aggiunto il Papa - a ignorare questi flagelli, rispondendo con indifferenza o con mancanza di solidarietà o rinviando misure per contrastarli efficacemente. Al contrario, solo un forte senso di fraternità rafforzerà le nostre mani per aiutare chi ha bisogno e aprirà la porta del domani alle generazioni che verranno dopo di noi".

"Dio - ha proseguito il Pontefice - ha creato la terra a beneficio di tutti, per essere uno spazio accogliente in cui nessuno si senta escluso. Il nostro pianeta è ricco di risorse naturali. E i popoli indigeni, con la loro abbondanza di lingue, culture, tradizioni, conoscenze e metodi ancestrali, ci ricordano che l'uomo non è il proprietario della natura, ma solo il gestore e deve vegliarla con cura. I popoli indigeni sono un grido vivente di speranza. Ci ricordano che gli esseri umani hanno una responsabilità condivisa nella cura della casa comune. Non è mai troppo tardi per imparare la lezione e acquisire un nuovo stile di vita. Si tratta di adottare un modo di procedere che superi l'individualismo, il consumismo convulso e il freddo egoismo". I popoli indigeni "sanno vivere bene in armonia con la terra: non dimentichiamolo mai il detto dei nostri nonni: Dio perdona sempre, gli uomini perdonano a volte, la natura non perdona mai". 

"Se uniamo le forze e in spirito costruttivo - ha concluso Papa Francesco - ci impegniamo in un dialogo paziente e generoso, finiremo per diventare più consapevoli che abbiamo bisogno l'uno dell'altro; gli indigenti non possono continuare a soffrire le ingiustizie e i giovani hanno diritto a un mondo migliore del nostro e attendono da noi risposte coerenti e convincenti".

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